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Cinofilia
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Oggi la burocrazia è importante. Nel bene e nel male. Per gli uomini, come per i ca­ni. Meglio: per quegli uomini che hanno i cani. La presentazione dei regolamenti dell'E.N.C.I. riguardante le norme generali per le iscrizioni dei cani ai libri genealogici e la loro partecipazione alle esposizioni, come alle prove di lavoro (specificatamente cani da ferma, da seguita e spaniel) viene incontro a questa esigenza. Quella di muoversi sempre meglio in un mondo, quello canino, nel quale, al di là della passione, è necessario conoscere alcune regole e ad esse attenersi. Voglio fornire queste regole in modo che accompagnino i cacciatori nelle varie circostanze in cui sia utile una loro consultazione. L'augurio è che, una volta consultate, non debbano più servire, perché nella cinofilia, come nel­la caccia, come nella vita vorremmo dire, ciò che conta è la passione. In questo caso la passione per il cane da caccia, di un compagno che, per farsi amare, non ha biso­gno di regole scritte.
 
Regolamento dei libri genealogici Italiani
 
NORME GENERALI
 
ARI. 1 - L'Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (E.N.C.I.), in virtù dell'art. 2 del pro­prio Statuto, riconosciuto con Decreto del pre­sidente della Repubblica n. 553 del 20 aprile 1960, ha istituito i seguenti Libri genealogici:
 
A) Libro Origini Italiano (L.O.l.);
 
B) Libro Italiano Riconosciuti (L.I.R.):
 
ART. 2 Ogni cane che viene registrato nel L.O.l. o nel L.l.R. deve avere un proprio no­me individuale di una sola parola; in caso di ripetizione dello stesso nome, per cani della medesima razza, varranno per la sua distin­zione il numero d'iscrizione. Solo in via ecce­zionale potrà essere accettata riscrizione al L.O.l. o al L.l.R. di cani con nomi composti da due o più parole quando queste siano asso­lutamente indispensabili per dare un significa­to al nome. Il nome del cane potrà essere ac­compagnato solo dalla denominazione dell'af­fisso allorché questo gli competa ai sensi e per gli effetti del presente regolamento (v. art. 22 e succ.). L'E.N.C.I. potrà rifiutare la denomi­nazione dì un cane ogni qualvolta lo reputi op­portuno. Il nome di un cane iscritto nel L.O.l. o nel L.I.R., così come risulta su! certificato d'iscrizione, non dovrà mai subire modifica­zioni di sorta anche in caso di cessione.
 
 ART. 3 - Ogni cane iscritto al L.O.I. o al L.l.R. dovrà figurare di un unico proprietario la cui firma per l'E.N.C.I. è l'unica valida agli effetti delle successive iscrizioni dei suoi discendenti.
Qualora proprietario di un cane risultasse un Ente o una Società - purché questa sia costi­tuita da due o più persone insieme associate nel possesso del cane  l'E.N.C.I. riconoscerà valida solo la firma di colui che i legali Diri­genti dell'Ente o della Società proprietari, o i singoli componenti di questa, gli avranno pre­ventivamente designato con atto scritto a rap­presentarli.
A tale scopo tutti i proprietari di cani iscritti nel L.O.l. o nel L.l.R. e i rappresentanti degli Enti o Società proprietarie dovranno deposita­re presso la Sede dell'E.N.C.I il facsimile del­la propria firma che farà testo in ogni caso di contestazione.
 
ART. 4 - Proprietario del cane è Colui che ne ha la disponibilità assoluta ad ogni effetto. Il primo proprietario, viene registrato come ta­le sul Certificato d'Iscrizione; ogni successivo trasferimento dì proprietà deve risultare sullo stesso certificato ed è valido solo se firmalo dal proprietario cedente con l'indicazione del nome, cognome e indirizzo del nuovo pro­prietario e se è vidimato dall'E.N.C.I. ART. 5 - Allevatore di un cane, ai soli effet­ti dei Libri Genealogici, è considerato colui che figura proprietario della madre al momen­to della monta di questa. A tutti gli altri effetti sono considerati alleva­tori solo le persone che risultano titolari, ai sensi dell'art. 22 e successivi, di un affisso ri­conosciuto.
 
LIBRO ORIGINI ITALIANO (L.O.I.)
 
ART. 6-IL Libro Origini Italiano (L.O.I.) è il registro nel quale vengono iscritti i cani con­siderati di puro sangue ed annotati i dati ge­nealogici, somatici e segnaletici che ad essi si riferiscono.
ART. 7 - Possono essere iscritti al L.O.I.:
a)   I cani nati in Italia da genitori iscritti nelL.O.I. Le fattrici importate in Italia devono es­sere trasferite al L.O.I. su presentazione del documento di origine estero. Se invece il pa­dre dei cani da iscrivere nel L.O.I. si trovasse all'estero, essendo di proprietà di persona re­sidente fuori d'Italia, dovrà esserne documen­tata la geneologia attraverso il relativo certifi­cato d'iscrizione in un registro riconosciuto dalla F.C.I. o da una copia ufficiale di tale do­cumento, e non sarà necessaria la sua trascri­zione al L.O.I.;
b)  i cani provenienti dall'estero e passati in proprietà di italiani, purché già iscritti in un li­bro genealogico straniero riconosciuto dalla F.C.I. come equivalente al L.O.I. italiano, e la cui iscrizione e relativo passaggio di proprietà siano documentati dal relativo Certificato uf­ficiale d'iscrizione;
e) i cani la cui ascendenza di almeno tre generazioni  sia documentata dall'iscrizione al Libro Italiano Riconosciuti (L.I.R.) e che ab­biano conseguito in una Esposizione ricono sciuta la qualifica di almeno Molto Buono (M.B.) in classe singola o il Certificato di Ti­picità (C.T.) in classe L.I.R.; e ciò anche ai sensi dell'art. 11 del presente regolamento; d) i cani delle razze tipiche italiane, già iscrit­ti nel L.I.R.. se proclamati Campioni di Bel­lezza, acquistano il diritto di essere iscritti nel L.O.I.
 
LIBRO ITALIANO RICONOSCIUTI
 
ART. 8 - II Libro Italiano Riconosciuti (L.I.R.) è il registro nel quale vengono iscritti i cani dei quali non risulti l'origine impura e che rivelano caratteri di tipicità tali da farli ri­tenere di pura razza, nonché i cani provenien­ti dall'estero e già iscritti in un libro genealo­gico straniero riconosciuto come equivalente al L.I.R. Per le iscrizioni nel L.I.R. valgono le norme dettagliate negli articoli seguenti.
 
ART. 9 - I cani delle razze italiani ed estere, senza distinzione di sesso, possono essere i-scritti nel L.I.R. come capostipiti, allorché:
1)  non esista alcun veto deliberato dal Consi­glio Direttivo dell'Enei su richiesta della ri­spettiva associazione specializzata dì razza;
2)  abbiano conseguito nella classe L.I.R. di u-na   Esposizione   Canina   riconosciuta   dell'E.N.C.I. un Certificato di Tipicità (C.T.).Inoltre per le razze sottoposte in Italia a prove di lavoro, l'iscrizione dei capostipiti al L.I.R.è subordinata al conseguimento da parte deisoggetti iscriventi di un Certificato di Qualità Naturali (C.Q.N.) o anche di una qualifica di almeno Buono (B.) in prova riconosciuta
dall'E.N.C.i. alla quale essi potranno concor­rere «sub conditione» dietro presentazione, da parte del loro conduttore, di apposita autoriz­zazione scritta rilasciata dall'E.N.C.i. stesso.

ART. 10 - Le fattrici di razza estera, iscritte nel L.I.R., potranno ottenere l'iscrizione dei propri figli nel LI.R., solamente se lo stallone con quale sono state accoppiate è registrato nel L.O.I. o in un Libro estero equivalente rico­nosciuto dall'E.N.C.I.
Per l'iscrizione dei figli di maschi di razza e-stera iscritti nel L.I.R. occorrerà invece che la fattrice sia registrata nel L.O.I o in un Libro estero equivalente riconosciuto daU'E.NC.I. Solamente i cuccioli di razze tipiche italiane potranno essere iscritti nel L.I.R. anche se fi­gli di due soggetti entrambi iscritti nel L.I.R.
 
ART. 11 - I soggetti di qualsiasi razza - ita­liana o non  e di qualsiasi sesso discendenti da almeno tre generazioni complete registrale nel L.I.R. possono ottenere il passaggio di i-scrizione nel L.O.I. purché abbiano consegui­to il C.T. nella classe L.I.R. oppure la qualifi­ca di Molto Buono (M.B.) in un'altra classe di una Esposizione riconosciuta dall'E.NC.I. Qualora il rilascio del C.T. fosse negato dalla Giurìa a un cane presentato per il passaggio d'iscrizione al L.O.I., tale soggetto, pur con­servando la iscrizione al L.I.R., non potrà più ripetere il tentativo; sul suo Certificato d'i­scrizione al L.I.R., che va presentato alla Giu­ria stessa prima dell'esame, verrà annotata a cura di quest'ultima che il cane non è stato a-bìliiato per la registrazione nel L.O.I.
 
 
ISCRIZIONI NEL L.O.I. E NEL L.I.R.
 
 
ART. 12 - Chi intende iscrivere i cani nel L.O.I. o nel L.I.R. deve farne domanda all'E.N.C.l. compilando appositi moduli che verranno forniti, su richiesta degli Interessati dall'E.N.C.i. stesso o dalle sue Delegazioni periferiche. Tali moduli, dettagliatamente compilati e firmati dai Richiedenti, debbono essere inoltrati alla Sede Centrale dell'E.N.C.I per il tramite della Delegazione di quest'ulti­mo, competente sul territorio nel quale è nata e trovasi la cucciolata. Tale Delegazione è au­torizzata ad eseguire opportuni controlli ed è tenuta ad esprimere il proprio parere all'E.N.C.l. sulle domande di iscrizione a que­sto inoltrate. Gli accertamenti riguardanti de­nunce provenienti da Provincie o Regioni nel­le quali non esistono organi periferici funzio­nali dell'E.N.C.I. saranno svolti direttamente da quest'ultimo con i mezzi che riterrà più op­portuni. Garanti della veridicità delle dichia­razioni rilasciate e delle denunce eseguite re­stano comunque sempre i firmatari delle me­desime; l'E.N.C.I. controlla e fa controllare, nei limiti delle proprie possibilità, l'esattezza delle dichiarazioni ricevute ina, anche acco gliendole, non ne assume alcuna responsabi­lità.
È in facoltà dell'E.N.C.I. di imporre l'obbligo, anche a titolo sperimentale, della punzonatura dei cani da iscrivere nel L.O.I. e nel L.I.R. Ove la punzonatura dei cuccioli fosse stabili-la dal Consiglio Direttivo dell'E.N.C.I. essa, nei termini deliberali dal Consiglio Direttivo. diverrà elemento obbligatorio ed indispensa-bii; per l'iscrizione ai Libri genealogici, con la sola eccezione dei cani importati e per quel­li proposti per l'iscrizione al L.I.R. La moda­lità e la decorrenza della punzonatura dei cuc­cioli saranno stabiliti dal Consiglio Direttivo. L'E.N.C.I. si riserva tuttavia il diritto insinda­cabile di procedere in ogni momento all'an­nullamento di qualsiasi già eseguita iscrizione qualora gli risultasse che questa è stata otte­nuta con documenla/.ioni non regolari oppure non rispondenti a verità. Contro i responsabi­li di falsa denuncia lo E.N.C.I. potrà anche a-gire disciplinarmente e per via giudiziaria.
 
ART. 13 - Le iscrizioni dei cani nei libri ge­nealogici L.O.I. e L.I.R. possono essere fatte per cucciolata o singolarmente. Iscrizioni per cucciolata
 
ART. 14 - La iscrizione per cucciolata ri­guarda tutti i soggetti di una cucciolata nati in Italia da un accoppiamento tra cani iscritti; Es­sa si svolge in due tempi, attraverso due de­nunce successive compilate su appositi modu­li (Mod. A e Mod. B) e con le seguenti mo­dalità:
A) Denuncia dì monta e di nascita, da compi­larsi a cura dell'allevatore e da inviarsi all'E.N.C.l. attraverso la competente Delega­zione entro 15 giorni dalla data della nascita dei cuccioli. Con tale denuncia, che va redat­ta sul Mod. A, vengono notificati all'E.N.C.l.:
a)  i nomi dei genitori dei cuccioli. la loro raz­za, il loro numero di iscrizione in un libro ge­nealogico, nonché i nomi dei rispettivi proprietari;
b)la data in cui avvenne l'accoppiamento;
c) il numero e il sesso dei cuccioli. di quelli ancora viventi e di quelli eventualmente nati morti o deceduti prima della denuncia;
 d) i dati relativi alla punzonatura dei cuccioli ove questa fosse obbligatoria come da Art. 12. Tale denuncia deve essere firmata anche dal proprietario dello stallone il quale così testi­monia dell'avvenuto accoppiamento del pro­prio cane con la madre dei cuccioli denuncia­ti e possìbilmente conferma anche il numero dei cuccioli nati e viventi. Quando lo stallone fosse un cane iscritto in un Libro genealogico estero, occorre documenta­re anche la genealogia almeno sino ai terzi a-scendenti (genitori, nonni e bisnonni) attra­verso la presentazione del suo certificato di i-scrizione o dì una copia ufficiale di questo. B) Descrizione e domanda d'iscrizione dei singoli cuccioli che va inviata all'E.N.C.I. a cura dello stesso Allevatore che ha in prece­denza denunciato la nascita della cucciolata, entro quattro mesi dalla nascita. Tale doman­da da redigersi sul Mod. B e da inviarsi all'E.N.C.I. per il tramite della competente Delegazione deve contenere:
a)  i nomi da imporre ai cuccioli;
b) la precisazione, per ciascuno, del colore e delle macchie del mantello nonché gli aventuali segni particolari; tra questi sono compre­si anche il numero e gli altri dati impressi su un orecchio o su una coscia del cucciolo me­diante punzonatura;
e) i nomi e gli indirizzi delle persone alle qua­li i cuccioli fossero stati nel frattempo even­tualmente ceduti.
Tutti i cuccioli elencati e descritti nel Mod. B debbono essere contemporaneamente iscritti nel L.O.I. o nel L.I.R. I cuccioli eventualmen­te esclusi dall'Allevatore nel modulo di de­nuncia dì nascita (Mod. A) o non compresi successivamente nella domanda di iscrizione (Mod. B) non potranno più, per nessuna ra­gione, essere iscritti in futuro.
 
ART. 15 - Ad insindacabile giudizio dell'E.N.C.I. potranno essere accolte doman­de anche dopo i termini stabiliti purché pre­ventivamente vistate dall'organo periferico nella cui giurisdizione risiede il richiedente. L'acccttazione di tali domande ritardate deve tuttavia avere sempre carattere eccezionale. Iscrizioni singole
 
 ART. 16 – L ‘ iscrizione singola dì un cane nel L.O.I. riguarda un solo soggetto e può essere eseguita dall'E.N.C.I. solo se si riferisce:
a)  a cani importati in Italia e già iscritti nel paese di origine in registro genealogico uffi­ciale riconosciuto dalla F.C.I.;
b)     a cani nati in Italia e già iscritti nel L.I.R. discendenti da almeno tre generazioni iscrittein tale registro e in possesso dei titoli indicati nell'art. 7 cap. e);
c) a cani di razza italiana incrini nel L.I.R. con meno di tre generazioni, che siano stati pro­clamati Campioni italiani. La domanda di iscrizione singola deve essere avanzala all'E.N.C.I. a cura dì Colui che ri­sulta proprietario del cane da iscrivere, e va redatta su apposito unico modulo che l'E.N.C.I. stesso o le sue Delegazioni forni­ranno su richiesta dell'interessato. Essa deve contenere le seguenti indicazioni:
a)  razza, nome, sesso, data di nascita del sog­getto iscrivendo (i cani importati sono esclusi dall'obbligo della punzonatura);
b) la descrizione precisa del colore e delle macchie del mantello e dei segni particolariche valgono ad identificare il cane;
e) i nomi e i numeri d'iscrizione nei libri ge­nealogici dei suoi genitori;
d)    il nome dell'allevatore;
e)     eventuali dati relativi alla punzonatura di cui all'Alt. 12.
Tale domanda deve essere inoltre accompa­gnata dalla fotografia in duplice copia e ripre­sa da un lato del cane iscrivendo (ripresa dai due lati qualora trattasi di soggetto con man­tello a macchie).
Per i cani provenienti dall'estero e già iscritti in un Libro genealogico straniero riconosciu­to dall'E.N.C.I. è sufficiente che la domanda sia accompagnata dal Certificato Ufficiale d'i­scrizione nel Libro genealogico del Paese d'o­rigine del quale risulti l'avvenuta cessione all'attuale proprietario, nonché dalle fotogra­fie del soggetto da iscriversi. Per i cani da iscriversi come capostipiti nel L.I.R. e per quelli da trasferirsi dal L.I.R. al L.O.I. occorrono invece documenti previsti dagli artìcoli 9, 10 e 11 del presente regola­mento, nonché le fotografie del soggetto.
 
 
CERTIFICATI D'ISCRIZIONE
 
ART. 17 - Quando un cane viene registrato nel L.O.I., l'E.N.C.I. rilascia uno speciale cer­tificato di iscrizione in unico esemplare dal quale risultato, oltre al numero con il quale es­so è stato registrato, anche i dati relativi al ca­ne - nome, numero d'iscrizione nel libro ge­nealogico, razza, sesso, data di nascita, colore macchie del mantello, eventuale numero della punzonatura, nomi e numero d'iscrizione dei genitori - nonché i nomi cogli indirizzi dell'al­levatore e del proprietario. Il L.O.I. è suddiviso in gruppi di razze ognu­no contrassegnalo da una sigla differente. La divisione del L.O.I. è la seguente:
1° Gruppo
CANI DA PASTORE
Pastori Tedeschi - GT
Pastori Scozzesi - GS
Razze italiane da pastore - Gì
Pastori Belgi e altre razze da Pastore - GB
2° Gruppo
GUARDIA - DIFESA - UTILITÀ
Boxer - BX
Dobermann - DS
Riesenschnauzer - DS
Schnauzer - AG
Alani - AG
Mastini Napoletani - AG
S. Bernardo - DS
Terranova - DS
Rottweiler - DS
Razze nordiche, da traino e Bulldog - TC
3° Gruppo
TERRIERS - TR
  4° Gruppo
 BASSOTTI - BS
5-6 ° Gruppo
SEGUGI – SG
 7 ° Gruppo
CANI DA FERMA
Razze Italiane da ferma - CI
Razze Continentali estere da ferma - CE
8° Gruppo
RAZZE BRITANN1CHE
Pointers - PT
Setters - ST
Spaniels e Retrievers - RC
9° Gruppo
CANI DA COMPAGNIA
 Barboni - BR
 Dalmati - AG
 Chow Chow - AG
 
Altre razze da compagnia - VC
10° Gruppo
Levrieri - LD
 
II numero d'iscrizione di ogni cane nel L.O.I. è preceduto dalla sigla corrispondente alla raz­za o al sottogruppo.
Anche per i cani registrati nel L.I.R. l'E.N.C.I. rilascia un certificato d'iscrizione .
 
ART. 18 - II proprietario di un cane iscritto nel L.O.I. o nel L.I.R. deve controllare se tut­ti i dati registrati nel Certificato d'iscrizione corrispondono esattamente a quelli del sog­getto posseduto. In caso di irregolarità egli do­vrà notificarlo immediatamente restituendo il certificato all'E.N.C.I. il quale si riserva di modificare le annotazioni oppure di sostituire il documento.
Non sono ammesse correzioni né cancellature sui certificati d'iscrizione se non eseguite dall'E.N.C.I. e convalidate con timbro socia­le. I certificati sui quali fossero state apporta­te correzioni o cancellature non convalidate dall'E.N.C.I. debbono essere considerati nulli. I Certificati d'iscrizioni al L.O.I. o al L.I.R. non forniscono alcuna garanzia per ciò che ri­guarda i pregi e i difetti dei cani iscritti. Qua­lora dovesse apparire che uno o più soggetti di una cucciolata di tipicità della razza sotto la quale i genitori erano stati iscritti, la iscrizio ne ai Libri genealogici dell'intera cucciolata può essere rifiutata dall'E.N.C.I. che si riser­va sempre anche il diritto di rifiutare l'iscri­zione nei propri libri genealogici dei discen­denti di cani, già iscritti, avessero posto in e-videnza, nel corso del loro sviluppo, caratteri­stiche tali che dimostrano chiaramente che le loro origini non sono pure. In tali casi l'E.N.C.I. porrà, a fianco dell'iscrizione nel L.O.I. o nel L.I.R. dì tali cani la nota: «esclu­so dalla riproduzione» e ne darà notizia ai ri­spettivi proprielari.
 
ART. 19 - II proprietario di un cane registra­to nel L.O.I. o nel L.I.R. è tenuto a denuncia­re all'E.N.C.I. la morte o lo smarrimento indi­candone la data.
 
 RILASCIO DI DUPLICATI
 
ART. 20 - Nel caso di smarrimento o distru­zione di un certificato l'E.N.C.I. potrà rila­sciare il duplicalo su richiesta di colui che ri­sulta il proprietario del cane anche dalle regi­strazioni sui libri genealogici. Tale richiesta dovrà formare oggetto di pubblicazione sul periodico "I nostri cani". Il duplicato verrà emesso solo se non siano intervenute opposi­zioni entro trenta giorni da tale pubblicazione. Qualora il certificato originario, dichiarato smarrito o distrutto, venisse in seguito rintrac­ciato e comunque risultasse ancora esistente, l'E.N.C.I. dichiarerà nullo il duplicato che po­trà essergli restituito dal possessore.
 
PASSAGGI DI PROPRIETÀ
 
ART. 21 - II trasferimento di proprietà di un cane risulta dalla girata apposta al Certificato d'Iscrizione al L.O.I o al L.I.R. sottoscritta dal proprietario cedente a favore del cessionario, debitamente vidimata e registrata daU'E.N.C.I.; in mancanza di tale registrazio­ne, agli effetti del L.O.I. e del L.I.R. il pas­saggio di proprietà è come non avvenuto.
 
AFFISSI
ART. 22 - Per affisso si intende la denomina­zione di un allevamento destinalo a distin­guente i prodotti. Esso  precede o segue il nome individuale di un cane proveniente da una fattrice della quale il titolare dell’affisso risulta il proprietario.
La federazione cinologica Internazionale (F.C.I.) presiede alla concessione e alla regi­strazione degli affissi i quali hanno pertanto valore in tutti i paesi aderenti alla F.C.I. stes­sa. L'E.N.C.I. e le Società federale nella F.C.I. riconoscono reciprocamente gli affissi regi­strati da ciascuno di essi e si impegnano a non concedere l'uso di un affisso a persone resi­denti in un paese diverso dal proprio e rap­presentato nella F.C.I. Questa cura la lenula di un Repertorio internazionale degli Affissi nel quale sono regislrali lulti gli affissi da essa au­torizzali nel mondo.
 
ART. 23 - Per presentare domanda di con­cessione di affisso in Italia il richiedente do­vrà:
a)  risultare proprietario da almeno un anno di 2 fattrici della medesima razza;
b)aver prodotto 2 cucciolate, della stessa raz­za delle fattrici di cui al punto a), nate alme­no un anno prima della richiesta di affìsso;
e) aver partecipato a manifestazioni a caratte­re nazionale ed intemazionale riconosciute dall'Enei conseguendo , con i propri soggetti, qualifiche di almeno «Molto Buono».
Alla domanda di affisso dovranno essere alle­gate:
-  fotocopie dei certificati genealogici delle 2 o più fattrici del richiedente
-  elenco delle qualifiche ollenute dai soggetti di proprietà del richiedente con l'indicazione delle manifestazioni in cui le stesse sono sta­te acquisite. La domanda di concessione di af­fisso deve essere rivolta all'E.N.C.I. per iscritto e deve indicare il nome dell'affisso desiderato. Oltre a questo debbono essere segna­ti in ordine di preferenza altri due nomi an­ch'essi  accertabiti   dal   richiedente  e  chel'E.N.C.I. e la F.C.I sono autorizzati a rila­sciare qualora il preferito non dovesse, per qualsiasi motivo, essere concesso.
E facoltà insindacabile dell'E.N.C.l. di pronunciarsi sulla domanda di concessione di affisso e quindi di accogliere o respingere la domanda stessa oppure di proporre la scelta di un affisso diverso da quello richiesto per evitare Omonimie  o per altri molivi. Allorchè    un    affisso    sia    stato    accettato dall’ E.N.C.I.questo dovrà curarne la registrazione presso la F.C.I. che ha anch'essa la fa­coltà di rifiutarlo o di richiederne la sostitu­zione con altra denominazione.
 
ART. 24 - La concessione di un affisso è per­sonale e vitalizia. L'affisso, allorché sia stato autorizzato e concesso, può servire a designa­re cani di razze anche diverse purché allevati dallo stesso concessionario. Esso non potrà mai essere modificato dopo il rilascio e non è cedibile ad altro allevatore; in caso di morte del titolare la concessione decade, ma il me­desimo affisso non potrà essere concesso ad altra persona che dopo dieci anni, fatta ecce­zione per gli eredi legittimi del titolare defun­to, ad uno dei quali soltanto il Consigli Diret­tivo potrà concedere, a suo insindacabile giu­dizio, il diritto di subentrare nell'uso dell'af­fisso purché il richiedente, oltre a dimostrare la propria qualità dì erede, dia affidamento di voler continuare nell'allevamento. Il titolare di un affisso ha la facoltà di associare nell'alle­vamento il coniuge o ìl discendente o collate­rale di I grado in linea retta o il genero (o la nuora) sempre che questi abbia raggiunto il 18° anno di età. Ciò potrà avvenire con deli­bera insindacabile del Consiglio dell'E.N.C.l. a seguito di richiesta scritta inoltrata dal tito­lare dell'affisso e vistata per accettazione dall'associato. La rappresentanza a lulti gli ef-fetti di tale associazione spetta al titolare ori­ginario dell'affisso.
Il contitolare così associato subentrerà auto­maticamente nella titolarità dell'affisso stesso sia in caso di premorienza dell'assodante sia in caso di rinuncia da parte di quest'ultimo; L'associato potrà presentare all'E.N.C.I. do­manda per divenire socio individuale.
 
ART. 25 - Agli Enti o Socielà praticanti l'al­levamento dei cani ai sensi dell'ari. 3, non po­trà mai essere conseniito l'uso di un affisso del quale è concessionario uno dei soci; né questi potranno servirsi, per i cani da essi personalmente posseduti, dall'affisso concesso alla So­cietà o Ente di cui sono componenti. Quando una Società è formata fra due o più persone por allevamento in comune essa, fer­mo restando quanto e precisato nella prima parte del presente articolo continuerà a sussistere finché non ne venga comunicalo all'E.N.C.I. lo scioglimento, oppure finché due dei suoi fondatori ne faranno parte, anche se uno o più membri si fossero ritirati, oppure se questi fossero stati sostituiti da altre perso­ne, oppure se il numero degli associati fosse stato aumentato.
 
ART. 26 - È vietato l'uso di un affisso che non sia stato autorizzato daU'E.N.C.I. e regi­strato dalla F.C.I.; è vietata altresì la conces­sione di due o più affissi alla stessa persona o al medesimo Ente o Società. L'assoluta pro­prietà e l'esclusivo diritto di valersi di un af­fisso sono riservati soltanto a chi - persona, ente o società - ne abbia ottenuta la regolare concessione.
 
ART. 27 - I cani importati in Italia, e già i-scritti in un libro genealogico straniero rico­nosciuto dall 'E.N.C.I., conservano il loro af­fisso d'origine con il quale verranno anche re­gistrali nel L.O.I. e nel L.I.R ma non potrà mai il loro nome essere accompagnato da quello dell'affisso di cui è titolare il nuovo proprie­tario.
E comunque sempre vietato attribuire un af­fisso a un cane proveniente da un altro alleva­mento, anche se il titolare di quest'ultimo ne sia sprovvisto o non intenda avvalersene.
 
ART. 28 - Un cane non potrà mai portare al­tro affisso che quello del proprietario della fat­trice al momento della monta.
 
ART. 29 - I detentori di affisso riconosciuto dovranno tener compilato e aggiornato il Li­bro Allevamento, registrato e vidimato prima dell'uso dall'E.N.C.I. Tale libro dovrà essere del tipo approvato dall'E.N.C.I. il quale lo for­nirà, dietro pagamento, ai titolari di affisso che ne facciano richiesta.
 
ART. 30 - È in facoltà del Consiglio Diretti­vo dell'E.N.C.l. dì sospendere e di revocare, con provvedimento motivato, la concessione di affisso già autorizzato e di vietarne l'uso.
 

 

COMITATO TECNICO
 

ART. 31 - Per sovraintendere alla iscrizione dei cani nel L.O.I. o nel L.I.R e per curare che vengano osservate le norme contenute nel prcsente regolamento, il Consiglio Direttivo

dell'E.N.C.I. si avvale del Comitato Tecnico dei Libri genealogici, presieduto da un Consi­gliere dell'E.N.C.I.; tale Comitato ha il com­pito di interpretare il regolamento slesso e di pronunciarsi su tutti i casi dubbi nonché sulle eventuali contestazioni esprimendo altresì il proprio avviso, suggerimenti e proposte al Consiglio Direttivo in tutte le questioni che da questo venissero sottoposte al suo esame. Per quanto riguarda le iscrizioni dei cani nei libri genealogici il Comitato ha funzioni delibera­tive.
 
 
CONTRIBUTI INTEGRATIVI
 
ART. 32Per le varie pratiche relative alle denunce e alle iscrizioni dei cani nei libri ge­nealogici, nonché per quelle che riguardano registrazioni di passaggi di proprietà, rilasci di certificati, ecc., gli interessati dovranno versa­re all'È.N.C.I. un contributo, la cui misura vie­ne deliberata dal Consiglio Direttivo. Tali con­tributi debbono essere versati in anticipo, al­legati alle domande o inviati a mezzo vaglia postale. Ai Soci individuati dell'E.N.C.I. e a-gli iscritti nei sodalìzi associati all'E.N.C.I. in qualità di Soci Collettivi veiranno concesse ri­duzioni, nella misura deliberata dal Consiglio Direttivo. Le tariffe contributive stabilite dal Consiglio Direttivo, e i relativi sconti, sono validi per tutta Italia e non possono essere mo­dificati da chicchessia per alcuna ragione. L'E.N.C.I. riconoscerà direttamente e periodi-camente ai propri organi periferici, delegati per il controllo delle iscrizioni, un contributo su ogni cane iscritto nel L.O.I. o nel L.I.R. da persone residenti nella loro giurisdizione onde rimborsare ad essi, almeno parzialmente, le spese sostenute per gli accertamenti e per le indagini svolte nonché per l'eventuale assi­stenza concessa agli allevatori e ai proprietari interessati. La misura di tali contributi è deli­berata dal Consigli Direttivo. Le operazioni sottoposte al pagamento di un contributo a favore dell'E.N.C.I. sono le se­guenti:
 
1) Iscrizione per cucciolata:
a) denuncia di monta e di nascita (Mod. A);
b) iscrizione dei cuccioli, con rilascio del cer­tificato di iscrizione (Mod. B).
 
2) Iscrizione singola di cani al L.O.I. e al
L.I.R. con rilascio del certificato di iscrizione:
a) per cani importati dall'estero;
b) per cani da iscriversi al L.I.R. come capostipiti.
 
3)Passaggi di proprietà:
a)    dichiarati nella denuncia di cucciolata
b) indicati sul certificato d'iscrizione.
 
4)Rilascio del Libretto delle Qualifiche.
 
5)Rilascio del Libretto di Commissario di Ring. 
 
6)Concessione di affisso (vitalizio).
 
 
Rilascio di duplicati di certificati.
 
 
 
 
MODIFICHE AL REGOLAMENTO
 
ART. 33. Ogni variazione del presente regolamento deve essere deliberata dal ConsiglioDirettivodell'E.N.C.I.;essa entrerà in vigore con la data stabilita dal Consiglio stesso.
 
Regolamento speciale delle esposizioni canine
 
NORME GENERALI
 
ART. 1. - li presente regolamento speciale stabilisce le norme che disciplinano le esposi­zioni canine italiane riconosciute dall'Enci; esso completa il ('Regolamento generale delle manifestazioni riconosciute dall'Enei» del quale fa parte integrante a tutti gli effetti e le cui disposizioni si intendono pertanto qui sot­tintese e ripetute.
ART. 2. - Le esposizioni canine sono le ma­nifestazioni cinetecniche nelle quali i cani so­no sottoposti all'esame e al giudizio della lo­ro bellezza e conformazione esteriore, intese l'una e l'altra in relazione allo standard uffi­ciale della razza a cui appartengono. Dall'esame dei soggetti presentati derivano qualifiche relative al valore assoluto dei cani in rapporto alle caratteristiche della loro razza mentre dal confronto fra gli stessi derivano classifiche in rapporto al valore relativo fra loro dei soggetti partecipanti. Per ogni classe vengono classificati solo i pri­mi quattro soggetti per sesso e per razza fer­mo restando che tutti i cani presentati vengo-
no qualificati ed il loro giudizio commentato nella relativa relazione. ART. 3. - Le esposizioni canine, in relazione ai titoli che in esse possono essere rilasciate si suddividono in:
 
1)     esposizioni locali, provinciali o regionali (in cui non è autorizzato il rilascio di certifi­cati di attitudine al campionato);
 
2)  esposizioni nazionali (quando i giudici so­no autorizzati a rilasciare il certificato di atti­tudine al campionato italiano di bellezza Cac);
 
 
3)Esposizioni internazionali
(quando i giudici sono autorizzati a rilasciare anche certificati di attitudine al campionato in­ternazionale di bellezza).
 
4)        Raduni
manifestazioni indette a cura della società spe­cializzata con regolamenti particolari preven­tivamente approvati dall'Enei. Nei raduni non è in palio il Cac. In relazione alle razze canine che formano og­getto di una esposizione, questa può essere:
 
a)  generale, quando comprende tutte le razze;
 
b) speciale, quando è organizzata a cura della competente associazione specializzata e si svolge nell'ambito di una esposizione genera­le. Possono essere organizzate anche separata­mente con eventuale disputa del Cac.
 
Le esposizioni o mostre canine possono altre­sì svolgersi:
 
a)  in gabbia, quando i cani sono collocati in apposite gabbie o recinti;
 
b)  al guinzaglio, quando i cani devono essere tenuti legati ad un posto a ciascuno di essi as­segnato.
 
 
Le esposizioni possono altresì svolgersi in un solo o in più giorni e in un solo o in più turni. In tale caso debbono essere indicate nel pro­gramma e nel catalogo le razze e le varietà pre­senti nel primo e nei turni successivi.
 
ART. 4. - Le esposizioni internazionali deb­bono sempre svolgersi con un numero di gab­bie sufficienti per contenere i soggetti esposti. Qualora l'esposizione si svolga all'aperto le gabbie debbono essere dotate di un tetto o di una coperta impermeabile.
 
 RAZZE AMMESSE
 
ART. 5. - Le razze e le varietà alle quali debbono appartenere i cani presentati nelle espo­sizioni o mostre organizzate in Italia, sono quelle comprese nell'elenco delle razze cani­ne riconosciute dalla FCI. Possono essere giudicati anche soggetti con orecchie integre.
 
PROGRAMMI
 
ART. 6. - Tre mesi prima della data di cia­scuna manifestazioni l'Enci dovrà ricevere la bozza del programma con la indicazione della giuria e, in allegato, le copie delle lettere di accettazione dei giudici oppure una dichiara­zione a firma del presidente del comitato or­ganizzatore in cui si dia notizia della compo­sizione della giuria. L'Enci risponderà entro 15 giorni dalla recezione. Se è prevista la disputa dei premi d'onore è fatto obbligo di indicarne la giuria sul pro­gramma. Nel caso in cui tali termini e tali mo­dalità non fossero rispettate la manifestazione sarà tassativamente annullata. Nelle esposizioni canine riconosciute dall'En­ci a carattere nazionale ed internazionale è ob­bligatoria la pubblicazione e stampa del pro­gramma.
Questo deve precisare tutti gli elementi neces­sari per consentire ai partecipanti di essere al corrente delle norme principali stabilite per la manifestazione; deve contenere fra l'altro:
a)  la località e la data della manifestazione;
b) l'indirizzo della sede del comitato organiz­zatore o del suo segretario;
c)   i nomi dei giu­dici con l'indicazione dettagliata delle razze a ciascuno affidate;
 
d) il prospetto delle classi che verranno dispu­tate;
e)  la precisazione ove il Cac fosse in palio che esso può essere disputato nelle sole Classi Li­bera e Lavoro e solo in quest'ultima per le raz­ze sottoposte a prove di lavoro al fine del con­seguimento del titolo di campione italiano di bellezza;
f) le tariffe che verranno praticate per le iscri­zioni e i termini per l'accettazione delle me­desime;
g) una indicazione anche sommaria dei premi posti in palio;
h) una o più schede di iscrizione dei cani all'è sposizione;
i) la precisa indicazione che l'esposizione si svolge secondo i regolamenti dell'Enei. Sono elementi facoltativi che potranno anche essere omessi dal programma, soprattutto se ancora non conosciuti all'atto della sua pub­blicazione, i seguenti che però dovranno esse­re pubblicati nel catalogo:
a)l'elenco dettaglialo dei premi d'onore e spe­ciali e la loro destinazione;
b)i nomi dei Sanitari di servizio;
c) il nome del delegato dell'Enci.

 ISCRIZIONE DEI CONCORRENTI
 
ART. 7. - Alle esposizioni a carattere nazio­nale ed internazionale possono partecipare soltanto i cani iscritti ai Libri Origine di un paese socio della F.C.I. o di u Paese non affi­liato ma il cui libro origine  sia riconosciuto dalla F.C.I. Fanno eccezione i soggetti che a-
spirano ad ottenere l'iscrizione al L.I.R. e che per tale scopo vengono iscritti in esposizione.
La domanda per l'iscrizione di un cane ad una esposizione  va  formulata  sull'apposita scheda e deve essere consegnata o pervenire con lettera raccomandata alla segreteria del comitato organizzatore entro i termini stabili­ti e resi noti nel programma.
Le iscrizioni alle esposizioni dovranno perve­nire entro il termine minimo di 15 giorni (na­zionali), 20 giorni (internazionali) dalla data della manifestazione.
I comitati organizzatori saranno però liberi di anticipare a loro discrezione la chiusura delle iscrizioni indicandone la data sui programmi delle manifestazioni.
Le schede di iscrizione debbono essere com­pilate con calligrafia ben chiara e su di esse dovranno sempre essere precisate, per ciascun soggetto, la razza, i! nome, il sesso, il colore del mantello, la classe nella quale esso con­corre, il nome e l'indirizzo del proprietario, la genealogia del cane con la data di nascita e il numero d'iscrizione in un libro genealogico ufficiale, e il nome dell'allevatore. Qualsiasi erronea dichiarazione di razza, ta­glia, di età, di classe, anche se l'errore fosse riportato nel catalogo, escluderà il cane dal giudizio avendo il solo espositore il diritto e il dovere di indicare anticipatamente la razza, la classe nella quale il suo cane deve essere giu­dicato e non potendo né la Commissione ordi-natrice né la giuria, né il delegato dell'Enei, apportare variazioni alla denuncia presentata né consentire cambiamenti di razza o di clas­se.
In sede di revisioni delle relazioni dei giudici, l'Enei potrà sempre annullare d'ufficio le clas­sifiche e le qualifiche rilasciate ai cani che hanno concorso in classi nelle quali non pote­vano essere iscritti.
 
ART. 8. - Sono vietate le iscrizioni nelle di­verse classi «con riserva di presentazione» es­sendo solamente in facoltà dell'espositore, do­po di aver regolarmente iscritto il cane e di a-ver eseguito il pagamento relativo, di non sot-loporlo poi al giudizio. È consentita l'iscrizione dei soggetti «fuori corso» dietro pagamento di apposita tassa in­dicata nel programma. Tali cani figureranno in catalogo con l'indicazione «fuori corso». È vietata l'accettazione in esposizione di sog­getti di età inferiore a quella prescrina per l'ammissione in classe «Giovani». I cani pericolosi o mordaci debbono, nella scheda di iscrizione, essere denunciati come tali onde dar modo agli organizzatori di far ap­porre, a tutela del pubblico, le relative indica­zioni sulla gabbia o sui posti fissati per tali soggetti. I proprietari dei cani pericolosi ri­mangono però essi soli i responsabili degli eventuali danni che i loro soggetti dovessero ar­recare.
Un soggetto presentato in manifestazioni non riconosciute, perché organizzate da enti od as­sociazioni dissidenti, non potrà essere presen­tato e giudicato in manifestazioni autorizzate dall'Enei. Ove ciò si verificasse le qualifiche rilasciate sono mille. Sarà deferito alla Com­missione di disciplina il socio dell'Enei o di un socio collettivo che abbia partecipato in qualsiasi veste, a manifestazioni non ricono­sciute perché organizzate da Enti o associa­zioni dissidenti.
 
ART. 9. - Non saranno restituite le Quote di iscrizione per i cani irregolarmente iscritti e per quelli che, iscritti, non fossero stati esposti o che, esposti, non siano stati qualificati dal Giudice o che si trovino nelle condizioni indi­cate nel regolamento generale.
 
TASSE D'ISCRIZIONE
 
ART. 10. - Le iscrizioni dei cani alle esposi­zioni riconosciute dall'Enci devono essere ac­compagnate dall'importo delle tasse relative che non potranno essere superiori a quelle ap­provale dal consiglio direttivo dell'Enci. L'ammontare delle rispettive tasse dovrà es­sere indicato sulla scheda. I soci individuali dell'Enci e quelli dei sodali­zi associati all'Enci, in regola col pagamento della quota annuale, hanno diritto a riduzioni speciali sulle tasse di iscrizione per i cani di cui risultassero proprietari nelle misure che verranno stabilite dal consiglio direttivo dell'Enci e che dovranno essere indicate nel programma. Tali riduzioni non sono cumulabili. Sconti speciali, cumulabili invece coi pre­cedenti, spettano inoltre a coloro che presen­tano un numero di soggetti, di razze anche di­verse, superiore a quattro. Tali sconti non po­tranno mai essere superiori alla misura che verrà stabilita dal consiglio direttivo dell'En­ci.
I concorrenti che non verseranno l'importo do­vuto a copertura delle tasse d'iscrizione nelle esposizioni e prove internazionali, verranno segnalati alla FCI che provvederà a pubblica­re i nominativi.
Le razze italiane: Cirnechi dell'Etna, Bolo­gnese, Volpini italiani. Maltesi e Piccoli le­vrieri italiani saranno tenute solo al pagamen­to del catalogo e dell'eventuale posto in gab­bia. \ soggetti «fuori corso» ed iscritti in «clas­se Lìr» oltre alla tassa d'iscrizione saranno te­nuti anche al pagamento del catalogo e dell'e­ventuale posto in gabbia.
 
ART. 11. - La data di chiusura delle iscrizio­ni deve ritenersi irrevocabile. Sono vietate le iscrizioni ritardate.
 
CAC E RISERVE DI CAC
 
ART. 12. - I Certificati di attitudine al cam­pionato italiano di bellezza (Cac) e le riserve ài Cac potranno essere assegnate dai giudizi solo nelle classi libera e lavoro nelle esposi­zioni canine a carattere nazionale con Cac e internazionale riconosciute e per le quali i! consiglio direttivo ne abbia autorizzato il rila­scio.
Al riguardo si precisa che per le razze sotto­poste a prove di lavoro al fine del consegui­mento del titolo di campione italiano di bel­lezza, il Cac può essere rilasciato esclusiva­mente in classe lavoro. Il Cac può essere conferito solamente al mi­gliore dei soggetti qualificati Eccellenti, limi­tatamente a un maschio e a una femmina di ciascuna varietà di razza fra quelle elencale nell'Elenco ufficiale delle razze canine appro­vate dall'Enei (Art. 46 reg. generale manife­stazioni).
Per ogni Cac rilasciato il giudice ha la facoltà di assegnare anche la riserva di Cac al con­corrente che segue nella graduatoria generale il titolare del Cac purché anch'esso natural­mente meriti tale certificato. Questa riserva di Cac verrà ad acquisire pres­so l'Enci e a favore del cane che l'ha conse­guita lo stesso valore di un Cac ufficiale solo allorché il titolare del Cac, avendo già ricevu­to un altro di tali certificati dal medesimo giu­dice, non abbia più bisogno di quello dell'e­sposizione in corso, oppure quando il Cac as­segnato non dovesse, per qualsiasi motivo, es­sere convalidato dall'Enei. Per ogni Cac e riserva di Cac rilasciati in e-sposizione il giudice dovrà compilare gli ap­positi cartellini del tipo prescritto dall'Enei e consegnarli ai presentatori dei cani cui sono stati assegnati.
Resta comunque ben precisato che il rilascio dei Cac e delle Riserve di Cac, sono sempre lasciati alla facoltà e alla discrezione del giu­dice che nella manifestazione in atto ha giudi­cato i concorrenti e ha formulalo le qualifiche e le classifiche dei medesimi. Nessun obbligo ha pertanto il giudice di rila­sciare tali certificati a soggetti, anche se qua­lificati Eccellenti e vincitori di classe, che egli non ritenga meritevoli di tali distinzioni con le quali viene di fatto ad assumersi la personale responsabili là di segnalare all'Enci i cani me­ritevoli della proclamazione a campione italiano di bellezza.
 
 
CACIB E RISERVA CACIB
 
ART. 13. - I certificati di attitudine al cam­pionato internazionale di bellezza (Cacib) e le riserve di Cacib potranno essere proposti dai giudici solo nelle esposizioni internazionali, riconosciute ed accettate come lali dell'Enci e dalla FCI e limitatamente alle razze contras­segnate col numero nell'elenco ufficiale sen­za distinzione di varietà. I giudici potranno proporre l'assegnazione di un solo Cacib al più bel cane maschio ed alla più bella femmi­na di ogni razza, senza distinzione di varietà, fra quelli iscritti in classe campioni, libera o lavoro e che non soltanto abbiano conseguito la qualifica di primo Eccellente ma che pos­siedono anche qualità eccezionali. 1 giudici potranno altresì rilasciare per ogni Cacib concesso anche una riserva di Cacib al cane e alla cagna classificati al secondo posto nella graduatoria generale delle sopracitate classi riunite, a condizione soltanto che anche questi soggetti siano stati qualificati Eccellen­ti e risultino in possesso di qualità ecceziona­li; che siano insomma tali da meritare anch'es­si il Cacib il quale sarebbe stato senz'altro lo­ro concesso dal giudice in assenza del concor­rente classificato al primo posto. L'attribuzione definitiva non avverrà che do­po l'omologazione da parte della F.C.l. Valgono a tale riguardo le norme del regola­mento della PCI indicale in appendice al re­golamento generale delle manifestazioni cani-ne riconosciute dall'Enci.
 
CLASSI
 
ART. 14. - Le classi sono suddivise per ses­so e quelle ammesse nelle esposizioni ricono­sciute sono le seguenti:
 
a) Classe campioni - L'iscrizione in tale clas­se è obbligatoria per i campioni nazionali dì bellezza che all'atto della loro iscrizione sia­no stati proclamati campioni secondo i rego­lamenti dell'Enci.
È invece facoltativa sia per i campioni inter­nazionali di bellezza che per i campioni stra­nieri che all'atto della loro iscrizione siano già stati proclamati campioni secondo i regola­menti della FCI o in vigore nei diversi Paesi. Si considerano campioni stranieri i soggetti che abbiano acquisito tale titolo ufficialmente nel Paese di provenienza. In questa classe non è in palio il Cac nazionale mentre può essere disputato il Cacib limitatamente alle esposi­zioni a carattere internazionale.
 
b) Classe libera - Per tutti i cani di almeno 15 mesi di età senza altre limitazioni eccettuata quella di cui al comma a). In questa classe è in palio il Cac per le razze non sottoposte a prove di lavoro ed il Cacib. Quest'ultimo limitatamente alle esposizioni internazionali.
 
c) Classe lavoro - Per cani di almeno 15 anni di età.
In questa classe è in palio il Cac per le razze sottoposte a prove di lavoro. Per l'iscrizione in classe lavoro occorre:
a)per le razze da caccia una qualifica o il cqn in prove riconosciute in cui sia in palio il cac; oppure il cicl qualora i giudici di detta prova siano stati designati da! consiglio diret­tivo dell'Enci;
 
b) per le razze di utilità almeno la qualifica di «Buono» in Ipo 1 e nel I ° brevetto (purché ab­bia avuto almeno il 70% in pista ed obbedienza l'80% in difesa), i Cal, i brevetti Enci n. 1
e 2 ed i Cqn.
Il Cqn ha lo stesso valore del Cal 1,2,3 per le razze nelle quali è previsto il conseguimento di questi certificati ai fini del campionato ita­liano di bellezza e per l'iscrizione in classe la­voro.
I cìcl, i cai, ed i brevetti Enei n. 1 e 2 posso­no essere rilasciati solo in prove organizzate dalle associazioni specializzate previa autoriz­zazione del consiglio direttivo dell'Enei che convalida la giuria.
Disposizioni diverse per l'iscrizione in classe lavoro sono vigenti per le seguenti razze:
 
Pastori tedeschi: almeno il conseguimento del brevetto Enci n. 1. Per la definitiva proclama­zione a campione italiano di bellezza è obbli­gatorio essere in possesso della «selezione Sas».
 
Pastori belgi: almeno il Cal 2.
 
Bovari delle Fiandre: almeno il Cal. 2.
 
Boxer: almeno il Cal. 3. Per la definitiva pro­clamazione a campione italiano di bellezza è obbligatorio essere in possesso della «selezio­ne Bci».
 
Dobermann: almeno il brevetto Enci n. 2. Per la definitiva proclamazione a campione italia­no di bellezza è obbligatorio essere in posses­so dello «Ztp».
 
Rottweiler: almeno il brevetto Enci n. 2.
 
Riesenschnauzer: almeno il Cal. 2.
 
Segugi italiani ed esteri (esclusi bloodhounds, bassethounds, bavaresi ed Annoveriani): al­meno la qualifica individuale dì «molto buo­no».
 
Cane da ferma tedesco kurzhaar: almeno «molto buono» o Cqn.
 
Griffoni a pelo duro Korthals: almeno «molto buono» o Cqn.
 
Epagneuls Bretons: almeno «molto buono» o Cqn.
 
Bracchi italiani: almeno «molto buono» o Cqn.
 
Spinoni italiani: almeno «molto buono». Pointers: almeno «molto buono» o Cqn se conseguito in prove classiche su starne o a grande cerca.
 
Setters: almeno «molto buono» o Cqn se con­seguito in prove classiche su starne o a gran­de cerca.
 
Spaniels: almeno «buono» o Cqn. Springers spaniel inglesi: almeno «buono» o Cqn.
Sono altresì riconosciuti validi per l'iscrizione in questa classe i titoli corrispondenti ottenuti in prove estere in Paesi associati alla F.C.L Per tutti i soggetti iscritti in classe di lavoro dovrà essere specificata sulla scheda d'iscri­zione la data e il luogo in cui è stato conse­guito il titolo per essere ammesso in tale clas­se.
In questa classe è in palio il Cac ed il Cacib. Quest'ultimo limitatamente alle esposizioni internazionali.
Ai boxer e pastori tedeschi, nati ed allevati in Italia o di proprietà di cittadini italiani, che hanno superato le prove di Schh 1 e Ipo 1 all'estero non è consentita l'iscrizione alla prova di selezione.
Identica limitazione vale anche per quei sog­getti che abbiano superato all'estero la prova di resistenza; t ali prove valgono solo per adi­re alla classe lavoro.
I cani nati in Italia e di proprietà di cittadini italiani devono superare in Italia la prova sum­menzionata anche per ottenere il titolo di cam­pione sociale.
d)Classi giovani - Per cani di età non infe­riore ai 9 mesi e non superiore a 18 mesi. In questa classe non può essere assegnato né il Cac né il Cacib.
e) Classe privata - Per cani di età non infe­riore ai 15 mesi e di proprietà dì privati. Que­sta classe viene disputata solo nelle esposizio­ni nazionali e non può essere assegnato il Cac.
g) Fuori corso. I cani iscritti in questa classe possono partecipare al gruppo di allevamento.
E proibita l'iscrizione contemporanea di un cane in più classi.
Oltre alle sopra indicate classi riconosciute, un cane può concorrere in: Coppia - Per due soggetti maschio e femmi­na della medesima razza e varietà, apparte­nenti, «bona fide», al medesimo proprietario o iscritti, alla esposizione direttamente dall'alle­vatore.
 
Gruppo - Per tre o più soggetti, maschi e fem­mine, della medesima razza e varietà, appar­tenenti, «bona fide», al medesimo proprietario  0 iscritti all'esposizione direttamente dall'al­levatore.
I premi riservati a coppie e gruppi saranno di­sputati nell'ambito del ring in cui
è stata giu­dicata la razza.
In esposizioni di particolare importanza, e specialmente in quelle che ospitano mostre speciali, potranno essere disputate, oltre a quelle già indicate, anche i concorsi per ripro­duttori e allevamento, alla quale i cani saran­no ammessi in base a condizioni che debbono essere preventivamente approvate dall'Enci.
 
 ART. 15. -1 cani possono essere iscritti in u-na sola classe purché possiedano   i requisiti per ciascuna di queste precisati. Le iscrizioni erroneamente eseguite o accetta­te dovranno considerarsi nulle. I cani concorrenti in coppia o in gruppo deb­bono essere iscritti e presentati in una classe dell'esposizione.
 
L.I.R. (LIBRO ITAL. RICONOSCIUTI)
 
ART. 16. - L'iscrizione al LIR è attualmente preclusa a: Alani - Bassotti - Bassethound -Bovari delle Fiandre - Boxer - Dobermann -Epagneul breton - Griffoni Korthals - Pastori belgi - Pastori scozzesi - Pastori tedeschi - Pa­stori e cani da montagna dei Pirenei - Razze nordìche - Rottweiler - San Bernardo - Shnauzer tutti - Setter inglesi - Spaniels - Terra­nova - Terrìers. Anche per queste razze tutta­via rimane aperta la iscrizione in classe LIR per i soggetti di quarta generazione al fine del passaggio al LOI.
Limitatamente alle razze ammesse per cani di almeno 9 mesi di età che aspirano ad ottenere la prima registrazione nel L.I.R. come capo-stipiti e per quelli, già registrati in tale libro i-da almeno tre generazioni, che Aspirano al tra­passo d'iscrizione dal LIR al LOI. Il giudizio nel LIR viene eseguito da un giudice italiano abilitato per le razze cui appartengono i cani sottoposti all'esame. Il giudice rilascerà il Certificato di tipicità (CT) ai soggetti che posseggono i caratteri di tipicità della razza. Prima che il giudizio abbia inizio, gli esposi­tori dei cani già registrati nel LIR, devono con­segnare nelle mani del giudice il certificato di iscrizione del soggetto da essi presentato che, a giudizio concluso e previa annotazione del risultato ottenuto verrà restituito agli interes­sati.
I soggetti che aspirano l'iscrizione nel LIR non possono concorrere in una classe dell'e­sposizione e neppure in coppia o in gruppo. I soggetti iscritti in esposizione nella classe LIR per il conseguimento del Certificato di Ti­picità come capostipiti, se non qualificati non potranno ripresentarsi in altra manifestazione. I soggetti delle razze estere iscritti nel LIR non possono ottenere i Cac. Nei «Raduni» e «Spe­ciali» di clubs i soggetti delle classi estere iscritti nel LIR non possono partecipare nelle classi Libera e Lavoro per l'ottenimento del 1 ° Eccellente, titolo valido ai fini del campiona­to italiano di bellezza.
 
 
PROPRIETÀ DEI CANI
 
ART. 17. - Tutti i cani devono essere di pro­prietà di coloro sotto il cui nome figurano
all'esposizione, ed esserlo stali parimenti i! giorno della chiusura delle iscrizioni. Sola­mente agli allevatori è permesso di iscrivere all'esposizione in coppia e in gruppo cani di altrui proprietà ma provenienti dal loro alle­vamento.
E stretto obbligo degli espositori di informare il delegato dell'ENCI o la segretaria dell'e­sposizione di tutti quei cambiamenti di pro­prietà che fossero avvenuti alla chiusura delle iscrizioni al momento dell'inizio dell'esposi­zione, senza di che i cani saranno e dovranno essere ritenuti, agli effetti del conseguimento e dell'assegnazione dei premi di proprietà del precedente intestatario. ESCLUSIONI
ART. 18. - Saranno rifiutate, senza diritto a rimborso delle quote già versate, le iscrizioni dei cani che risultino proprietà di persone so­spese, espulse o squalificate dai delegati dell'Enei o dall'Enei stesso o da altra società estera federata alla F.C.I. Non potranno essere giudicati senza diritto di rimborso delle quote d'iscrizione:
a)  i cani affetti da malattie della pelle e da ogni altra malattia, contagiosa o no;
b) i cani che abbiano subito una modificazio­ne o una truccatura qualsiasi volontaria desti­nata a dissimulare un difetto trasmissibile per riproduzione. È fatta eccezione per quelle per le quali lo standard riconosce come necessaria tali pratiche;
e) i cani ciechi o storpiati;
d)i cani monorchidi. criptorchidi, dell'incom­pleto sviluppo di uno o di entrambi i testicoli.
Tali soggetti devono essere squalificati;
e)i cani di età differente da quella indicata nel­la scheda e per la quale non siano ammissibi­li alla classe in cui sono iscritti;
f) le femmine in calore;
g)le femmine che allattano e quelle in avan­zato stato di gravidanza.
Nei casi di contestazione deciderà inappella­bilmente il veterinario di servizio, il cui nume deve essere indicato nel catalogo. Potranno essere rimborsate te quote d'iscri­zione solo per le femmine iscritte cui sia so­pravvenuto il calore; tale circostanza dovrà essere però constatata dal veterinario di servizio o comprovata con un certificato sanitario.
I soggetti presentati nelle esposizioni dovran­no essere giudicati nelle condizioni in cui ven­gono presentati senza tener conto di eventuali certificati veterinari che documentino meno­mazioni traumatiche.
Dovrà essere il giudice a valutare, secondo il suo insindacabile giudizio, la natura della me­nomazione e la sua influenza sulla possibilità di giudicare o meno il soggetto. In ogni caso non potranno essere attribuite qualifiche superiori a quelle consentite dagli standards di razza e dai regolamenti in pre­senza delle menomazioni riscontrate. I presidenti, i consiglieri dei gruppi cinofili ed i componenti dei comitati organizzatori di esposizioni canine (escluse le manifestazioni indette dalle associazioni specializzate) non possono iscrivere o presentare cani nelle e-sposizioni da essi organizzate.
 
CORREDO E PRESENTAZIONE DEL CANE
 
ART. 19. - Ogni soggetto presentato ad una esposizione o a una mostra dovrà essere mu­nito di apposito collare e di un guinzaglio e se mordace anche di museruola. Ove l'esposizione o la mostra si svolgesse in gabbia, l'espositore potrà portare con sé anche un lucchetto e una catenella per l'eventuale chiusura dello stallo. La persona che presenta un cane all'inizio del giudizio dovrà rimanere fino al termine, salvo consenso del giudice al cambio del presentatore. Nei rings ove si verificasse richiami, schiamazzi o doppie presentazioni, il giudice dovrà sospendere il giudìzio fino all'intervento del delegato.
ART. 20. - All'apertura dell'esposizione o della Mostra gli espositori riceveranno per ogni cane presentato due cartellini numerati, dei quali uno dovrà essere appeso al collare del ca­ne e r altro, con lo stesso numero del prece­dente, dovrà essere portato in modo visibile dall'espositore nel recinto al momento del giu­dizio. Il numero indicato su tali cartellini cor­risponderà a quello applicato sulle gabbie o sul posto assegnato al cane nel recinto dall'espo sizione o a quello indicato nel catalogo
 
 
PERMANENZA DEI CANI ALL'ESPOSIZIONE
 
 
ART. 21. - I cani regolarmente iscritti do­vranno trovarsi nel recinto dell'esposizione all'ora indicata nel programma e non potran­no abbandonarlo prima dell'ora stabilita per la chiusura dell'esposizione. È obbligatoria per tutti i cani esposti la per­manenza nel recinto dell'esposizione per l'in­tera durata dei turni cui essi partecipano. Nelle ore ìn cui l'esposizione è aperta al pub­blico è vietato togliere i cani dalle gabbie o dai posti loro assegnati, salvo che per sottoporli al giudizio. Potrà tuttavia essere concesso il riti­ro temporaneo dei cani nell'intervallo tra il mattino e il pomeriggio e, nelle esposizioni che durano più di un giorno, tale ritiro sarà concesso anche alla sera. In tali casi è fatto ob­bligo agli espositori di riportare i cani all'ora indicata del pomeriggio o del giorno successi­vo.
Qualora non li riportassero saranno passibili di sanzioni disciplinari. Comunque il ritiro tem­poraneo di un cane verrà autorizzato dietro il deposito di una somma presso la segreteria dell'esposizione; tale somma non verrà resti­tuita e andrà a beneficio dell'Ente organizza­tore se il cane non venisse ripresentato o ve­nisse ripresentalo in ritardo; in tali casi anche i premi che il cane avesse conseguiti verranno trattenuti.La restituzione della somma depositala dovrà essere eseguita dal comitato organizzatore all'atto del rientro dei cani nell'esposizione entro l'ora indicata.
Gli espositori dovranno provvedere a loro cu­ra e sotto la loro responsabilità a far constata­re al commissario incaricato l'ingresso e l'u­scita dei cani dal recinto della esposizione, adempiendo alle formalità che saranno a tale ri­guardo prescritte.
Il cibo ai cani potrà essere somministrato da­gli espositori al mattino, all'intervallo tra il mattino e il pomeriggio e alla sera, durante le ore stabilite nel programma o allorché il pub­blico non è ammesso nel recinto dell'esposi­zione
 
PUBBLICITA'
 
ART. 22. - Prima dell ' aggiudicazione dei pre­mi, è rigorosamente vietalo agli espositori di apporre sulle gabbie indicazioni o cartelli di qualsiasi specie all'infuori di quelli segnalan­ti la mordacità del cane. Dopo l'aggiudicazio­ne dei premi sarà permessa solamente la affis­sione del certificato di origine e dei cartellini delle premiazioni conseguite dal soggetto nel­la sua carriera. L'affissione dei cartellini rila­sciati nell'esposizione in atto o nelle prece­denti deve essere unicamente fatta sulla gab-bia o sul posto del cane cui essi si riferiscono.
 
INGRESSI E AMMISSIONI DEL PUBBLICO
 
ART. 23. - L'entrata alle esposizioni e alle mostre riconosciute potrà venire riservata a speciali categorie di persone o essere aperta al pubblico. In quest'ultimo caso è in facoltà de­gli organizzatori di stabilire la relativa lassa d'ingresso.
1 soci dell'Enci e gli iscritti nei sodalizi ad es­so associati, purché muniti della tessera socia­le rilasciala dall'Enci per l'anno in corso, a-vranno diritto di ingresso gratuito in tutte le e-sposizioni o mostre organizzate o riconosciu­te dall'Enci.
I comitati organizzatori sono invitati ad e-sporre all'ingresso delle esposizioni interna­zionali l'elenco delle razze giudicate in ogni singola giornata allo scopo di consentire al pubblico la previa conoscenza delle razze e-sposte.
ART. 24. - L'iscrizione di uno o due cani da diritto ad una sola tessera di espositore vale­vole per i! solo turno per il quale fu rilasciata. Chi desidera avere una tessera di servizio per la persona incaricala della cura dei cani, dovrà farne richiesta alla segreteria ai momento del­la iscrizione. La tessera sarà però consegnala all'ingresso della esposizione. L'iscrizione di 3 o 4 cani da diritto ad una tes­sera di servizio gratuita; l'iscrizione di 5 o più cani da diritto a due tessere di servizio gratuite.
 
CATALOGHI
 
ART. 25. - Ferme restando le disposizioni contenute nel regolamento generale, sì precisa che la stampa del catalogo è obbligatoria per tutte indistintamente le esposizioni rico­nosciute dall'Enci a carattere nazionale ed in­ternazionale. Il catalogo deve sempre contenere:
a) la data e la località ove l'esposizione si svolge:
b)il nome e l'indirizzo del comitato organizzatore;
e) l'elenco dei giudici con l'indicazione delle razze a ciascuno assegnate e dei veterinari di servizio, ecc,;
d)il nome del delegato dell'Enci:
e)  l'elenco dei premi;
j) l'elenco numerato (progressivo senza inter­ruzione a partire da 1 ) dei cani partecipanti, di­visi per razza, per sesso, con i relativi numeri di iscrizione ai libri genealogici con l'indica­zione dell'età del colore del mantello e dei no­mi dei rispettivi allevatori e proprietari. L'e­lenco dei cani va eseguito secondo l'ordine dell'elenco ufficiale delle razze. Tra l'una e l'altra razza va riportato il prospetto delle clas­si con i numeri dei cani che in ciascuna clas­se partecipano divisi per sesso; g) l'elenco degli espositori con i relativi indi­rizzi.
Anche nei cataloghi deve essere sempre pre­cisalo che l'esposizione si svolge secondo i re­golamenti dell'Enci.
Il catalogo verrà posto in vendila all'inizio dell'esposizione. Gli espositori ne riceveranno una copia il cui importo dovrà essere stato pa­gato all'atto dell'iscrizione.
 
 MOSTRE SPECIALI
 
ART. 26. - Un comitato organizzatore per po­ter indire, nell'ambito della propria manifesta­zione, una mostra speciale di razza deve preventivamente ottenere l'accordo scritto dell'associazione che tutela la razza stessa.
 
DELEGATO DELL'ENCI
 
ART. 27. - In ogni manifestazione ricono­sciuta l'Enci si riserva il diritto di nominare ufficialmente un proprio delegato cui competono le facoltà indicate nel regolamento gene­rale delle manifestazioni riconosciute.
 
 GIUDICI
 
ART. 28. - Nelle manifestazioni riconosciute
dall'Enci le classifiche, le qualifiche, i certifi­cati, i premi ecc. sono sempre rilasciati esclu­sivamente dai giudici ufficiali dell'Enei che sono indicati nel catalogo per le razze e le ga­re ad essi assegnate.
Giudice dell'Enci è il socio al quale il consi­glio direttivo dell'Enci riconosce la capacità tecnica e la competenza specìfica per proce­dere all'esame dei soggetti concorrerli! nelle manifestazioni canine. Il giudice presta h pro­pria opera ed esplica le sue funzioni sotto la tutela morale dell'Enci al quale dovrà far ri­corso in caso di necessità.
ART. 29. I giudici saranno designati nei mo­di indicati nel regolamento generale. Essi de­cideranno della bellezza dei cani sotto la loro responsabilità attenendosi strettamente agli standards ufficiali delle razze. 1 giudici dovranno rifiutarsi però di esamina­re, giudicare e tanto meno premiare qualunque soggetto che non risulti registrato negli elen­chi ricevuti dal Comitato organizzatore dell'e­sposizione.
ART. 30. - Ad ogni giudice deve essere asse­gnalo un recinto (ring) di dimensioni adegua­te; il terreno di tali recinti deve essere ben li­vellato, con fondo in terra battuta o con erba ben rasata: tollerato il fondo in cemento o in asfalto o lastricato. Sono assolutamente da vietarsi i terreni in accentuata pendenza o con fondo coperto da ghiaia o pietrisco anche mi­nuti. Il delegato dell'Enci è tenuto a control­lare preventivamente se i recinti predisposti dagli organizzatori sono adatti e di sufficienti dimensioni per le razze che in essi verranno giudicate.
ART. 31. - Ogni giudice dovrà ricevere, a cu­ra del comitato promotore e all'inizio del suo lavoro, un apposito elenco (carnet) sul quale saranno già registrati con il rispettivo numero di catalogo, ma suddivisi per razza e per clas­si e sesso, i cani che nel corso della giornata saranno sottoposti al suo giudizio che dovrà essere stilato nella propria lingua. Su tale re­gistro il giudice segnerà le note dei giudizi fat­ti, delle qualifiche e delle classifiche rilascia­te, dei Cac e Cacib concessi, ecc. 1 registri do­vranno essere di tipo approvato dall'Enci che lì fornirà ai comitati promotori dietro il rim­borso del prezzo di costo. Durante il giudizio i giudici saranno coadiuvati da uno o più commissari di recinto i quali però non possono né debbono comunque intervenire nel giudizio. La designazione dei commissari di recinto spetta agli enti promotori e organizzatori dell'esposizione.
L'Enci si riserva il diritto di fai presenziare al­tresì al giudizio di ogni giudice uno o più a-spiranti giudici o assistenti, ai quali però non è data alcuna facoltà di intervenire nel giudì­zio stesso.
I comitati organizzatori possono assegnare a un giudice un massimo di circa 60 cani. Tale limite può essere superalo se ii giudice espri­merà il proprio gradimento al riguardo. Ad o-gni modo, appena chiuse le iscrizioni, i comitati devono comunicare all'Enci il numero dei cani assegnati ad ogni giudice. I comitati organizzatori saranno quindi tenuti ad avvertire i giudici che avessero oltre 60 ca­ni da giudicare ed ottenere eventualmente il loro gradimento scritto.
 
 
Giudizio nelle Esposizioni
 
ARI. 32, - I proprietari dei cani esposti do­vranno tenere i propri soggetti a disposizione dei giudici dall'inizio dell'esposizione. I cani dovranno essere tenuti disponibili per essere condotti negli appositi recinti (rings) dai fir­matari della scheda d'iscrizione o da un loro incaricato.
Durante il giudizio possono accedere ai recin­ti solamente: «) il delegato dell'Enci; b) il giudice ed il commissario di recinto, gli assistenti, nonché l'inserviente addetto al re­cinto;
e) i concorrenti chiamali per il giudizio. I rappresentanti dell'Ente organizzatore pos­sono temporaneamente entrarvi, ma solo per ragioni di servizio.
I cani non presentati al momento della chia­mata del giudice per il giudizio perderanno il diritto di essere giudicati senza che i loro pro­prietari possano pretendere il rimborso della quota d'iscrizione. Per ciascun soggetto esaminato il giudice dovrà rendere noti nella propria lingua, pregi e difetti rilevati nella relazione che è tenuto a consegnare al delegato dell'Enci presente nel­la esposizione, a manifestazioni conclusa, o ad inviare alla sede dell'Enci entro cinque giorni. Presso la segreteria di ogni esposizione deve sempre trovarsi un cinometro a disposizione dei giudici che ne tacessero richiesta.
ART. 33. - Il giudizio di un cane dovrà sem­pre essere sintetizzato nella qualifica che il giudice dovrà assegnare a ciascun concorren­te, a meno che questo non venga ritirato pri­ma del giudizio Messo fuori tipo e insufficien­te e, come tale non qualificabile. Le qualifiche che i giudici dell'Enei possono assegnare in esposizioni riconosciute sono esclusivamente le seguenti:
-   Eccellente: tale qualifica deve essere attri­buita a un soggetto che si avvicini il più pos­sibile a!lo standard ideale della razza  che sia presentato in condizioni perfette  che realiz­zi un insieme armonico ed equilibrato  che abbia «della classe» e una brillante andatura.
Egli dovrà imporsi per le sue grandi qualità le quali gli faranno perdonare eventuali piccole
imperfezioni, e dovrà possedere le caratteristi­che del sesso cui appartiene.
-   Molto buono: tale qualifica deve essere at­tribuita al soggetto perfettamente in tipo, equilibrato nelle sue proporzioni  in buone condizioni fisiche. Sarà tollerato qualche di­fetto veniale, ma non morfologico. Questaqualifica non può premiare che un cane di qua­lità.
-   Buono: tale qualifica deve essere attribuita a un cane che possieda le caratteristiche della razza, pur accusando dei difetti, a condizione però che questi non sia redibitori.
-   Abbastanza buono: tale qualifica deve es­sere attribuita a un cane sufficientemente tipi­co, senza qualità notevoli o in non buone con­dizioni fìsiche.
Il Cacib non può essere accordato che al mi­glior cane classificato primo Eccellente nelle classi campioni, libera o lavoro. Il Cac non può essere accordato che al miglior cane classificato primo Eccellente nelle classi libera o lavoro (se sottoposto a prove di lavo ro).
Entrambi questi certificati non accompagnano di diritto il primo posto in classifica. Quei soggetti, per i quali il giudice non sti­masse di poter assegnare una delle qualifiche sopra indicate, si intendono non qualificabili.
ART. 34. - Sulla base delle qualifiche asse­gnate il giudice procederà poi ad eseguire la classifica in ordine di merito dei concorrenti. Per ogni classe vengono classificati solo i pri­mi 4 soggetti per sesso e per razza fermo re­stando che tutti i cani presentati vengono qua­lificati ed il loro giudizio commentato nella re­lativa relazione. Costituisce eccezione a tale norma i! giudizio nel LIR ove il Giudice non rilascerà qualifiche né eseguirà classifiche ma bensì concederà soltanto ai cani ritenuti meri­tevoli il certificato di tipicità (C.T.).
ART. 35. - Sulla base delle indicazioni del programma il giudice assegnerà i premi posti in palio. Qualora i premi dovessero essere as­segnati in base alla classifica, i! giudice ha di­ritto di riservare in tutto in pane i premi in pro­gramma, qualora riscontrasse che i concorren­ti non ne sono meritevoli. Comunque non po­trà assegnare il premio in nessuna classe se non a soggetti qualificati almeno Molto Buo­no.
ART. 36. - Alla fine del giudizio, e dopo l'as­segnazione dei premi, il giudice rilascerà per ciascun concorrente un cartellino con l'indi­cazione della qualifica; se questo ha conse­guito il Cac o il Cacib, oppure se è risultato vincitore di uno o più premi d'onore speciali, consegnerà anche i cartellini relativi. Dopo la consegna dei cartellini agli esposito­ri il giudice non potrà più modificare per nes­sun motivo il proprio giudizio, né cambiare le qualifiche o le classifiche, né concedere Cac o Cacib né assegnare premi. Gli enti organizzatori dovranno adottare i car­tellini stabiliti o approvati dall'Enci. La giuria non potrà assegnare i premi all'infuori di quelli elencati nel catalogo, ne suddi­videre classi.
 
PREMI
ART. 37. - I premi in palio in esposizioni ri­conosciute possono essere assegnati in base al le qualifiche o alle classifiche dei soggetti par­tecipanti. Le norme circa l'assegnazione dei premi e la loro entità dovranno essere specifi­cate nei cataloghi.
I premi in denaro sono normalmente vietati a meno che non siano stati offerti da enti o per­sone estranee all'organizzazione dell'esposi­zione, nel quale caso non si può evidentemen­te modificare la volontà dei donatori; tulli gli altri costituiti da coppe, medaglie, oggetti ecc., dovranno essere consegnali ai vincitori nel corso della manifestazione, fatta eccezione per quei casi in cui sia stato avanzato reclamo o allorché, per esaurimento della disponibilità, si rendesse necessario provvedere ad una par­ziale ordinazione dei premi mancanti. In tal caso ì premi dovranno essere inviati al più tardi, entro una settimana dalla chiusura della manifestazione.
 
 
PREMI D'ONORE E SPECIALI     Premi d'onore
 
ART. 38. -I premi d'onore possono venire di­sputati nei seguenti modi: 1) I premi d'onore saranno messi a disposi­zione di ciascun giudice per le razze da esso giudicate nel seguente ordine di precedenza a seconda del numero dei premi disponibili:
a) al miglior maschio assoluto fra le razze da lui giudicate;
b)alla miglior femmina assoluta fra tutte le razze da lui giudicate.
In questo caso i premi dovranno essere dispu­tati sul ring di ciascun giudice. I premi d'onore destinati come sopra dovran­no essere, nella stessa esposizione, in ugual numero per ogni giudice. La dispaia dei premi d'onore regolamentata come sopra sarà effettuata esclusivamente nel­le esposizioni in cui il comitato organizzatore non avrà messo in palio altri premi d'onore con l'analoga destinazione. Pertanto, nelle e-sposizioni in cui sono previsti i premi d'ono­re qui successivamente elencati, non saranno disputati quelli indicati in questo articolo al punto 1).
 
2- Quando un comitato organizzatore lo desi­dera potrà disputare i seguenti premi d'onore:
 
a)     al miglior soggetto assoluto di ognuno dei seguenti raggruppamenti di razze:
 
Esposizioni internazionali:
 1° gruppo - Cani da pastore e bovari (esclusi Bovari Svizzeri)
 
2° gruppo - Cani di tipo pinscher e schnauzer, molossoidi e cani da Bovari Svizzeri
 
3° gruppo - Terries
 
4° gruppo - Bassotti
 
5G gruppo - Cani di tipo spitz e di tipo primi­tivo
 
6° gruppo - Segugi e cani per pista di sangue
 
 7° gruppo - Cani da ferma
 
8° gruppo - Cani da riporto, da cerca e da ac­qua
 
9° gruppo - Cani da compagnia
 
10° gruppo - Levrieri
 
Esposizioni nazionali:
1° gruppo - Cani da pastore e bovari (esclusi bovari svizzeri)
 
2° gruppo - Cani di tipo pinscher e schanuzer, molossoidi e cani da Bovari Svizzeri
 
 3° gruppo - Terries
 
4° gruppo - Bassotti, segugi e cani per pista di sangue
 
5° gruppo - Cani di tipo spitz e di tipo primi­tivo
 
6° gruppo - Cani da ferma, da riporto, da cer­ca e da acqua
 
7° gruppo - Cani da compagnia
 
8° gruppo – Levrieri
 
I premi d'onore destinali come sopra dovran­no essere, nella stessa esposizione, in numero uguale per ogni raggruppamento di razze. Tali competizioni dovranno essere giudicate in un ring d'onore appositamente predisposto, da un giudice unico per ogni raggruppamento di razze, che potrà essere italiano od estero, purché abilitato a giudicare tutte le razze del raggruppamento. Egli dovrà designare un vin­citore e una riserva per ogni competizione. I comitati organizzatori che lo desiderino po­tranno destinare un Premio d'onore anche per le riserve. Dovranno essere chiamati in ring per competere alla assegnazione di tali premi rispettivamente:
a) il miglior soggetto assoluto di ogni razza, designalo dal giudice che ha giudicato la raz­za stessa e che dovrà sceglierlo:
 
-  nelle esposizioni nazionali fra i soggetti clas­sificati primi in classe campioni, libera, lavo­ro e giovani purché qualificati «eccellenti»;
-  nelle esposizioni internazionali fra i sogget­ti cui è stato assegnato il Cacib e il miglior soggetto in classe giovane purché qualificato«eccellente».
Quelle razze che non avessero soggetti nelle suddette condizioni non potranno partecipare alla competizione.
 
3) Le esposizioni internazionali o nazionali potranno quindi mettere in palio un altro pre­mio d'onore destinato al miglior soggetto as­soluto dell'esposizione..
Al premio destinato al miglior soggetto asso­luto dell'esposizione potranno concorrere i soggetti risultati vincitori dei raggruppamenti di razze.
Il giudice dovrà essere unico, italiano od este­ro, egli dovrà designare un vincitore e una ri­serva per ogni competizione. I comitati orga­nizzatori che lo desiderano potranno destinare un premio d'onore anche per le riserve. Nes­sun altro premio d'onore potrà essere messo in palio altrimenti.
I nomi dei giudici incaricati di assegnare i pre­mi d'onore dovranno essere indicati sul pro­gramma e sul catalogo dell'esposizione.
 
4)Nel ring d'onore sarà messo in palio un pre­mio fra le migliori coppie di ogni razza. Tale premio sarà disputato con tutte le razze riuni­te.
Nel caso in cui l'esposizione si svolgesse in due turni, il premio sarà disputato limitata­mente alle razze presentate in ogni singola giornata.
 
5)Nel ring d'onore sarà disputato un premio destinato al miglior gruppo di allevamento dell'esposizione.
II  gruppo di allevamento consiste in tre o più soggetti maschi e femmine della medesima razza e varietà prodotti dallo stesso allevatore alla competizione presso la segreteria dell'e­sposizione entro le ore 12.
I premi per i gruppi di allevamento saranno di­sputati con lune le razze riunite. Nel caso in cui le esposizioni si svolgessero in due turni la disputa dovrà avvenire limitata mente alle razze presentate in ogni singola giornata. Per l'assegnazione dei premi del gruppo di allevamento si procederà in base all'omogeneità dei soggetti piuttosto che in rapporto alle qualifiche individualmente con­seguite. Nel ring d'onore non è previsto alcun raggruppamento per le razze italiane, ma sol­tanto la premiazione dei migliori soggetti as­soluti di ogni razza.
 
Premi speciali
 
Nelle esposizioni internazionali e nazionali i premi speciali sono limitati ad uno che andrà a premiare il miglior soggetto assoluto di ogni razza. I premi speciali non potranno essere as­segnati che a cani qualificati almeno «Molto Buono». Nelle esposizioni regionali o locali, oppure in occasione di mostre speciali orga­nizzate dalle associazioni specializzate, oltre a quelli indicati possono essere previsti altri pre­mi speciali, che tuttavia dovranno essere de­stinati in modo semplice e lineare. In occasio­ne di mostre speciali l'associazione interessa­ta dovrà disporre affinchè un suo incaricato af­fianchi il giudice per coadiuvarlo nella asse­gnazione dei premi.
 
 
GIUDICI PER I PREMI D'ONORE
 
ART. 39.Per giudicare uno dei raggruppa­menti previsti per la disputa dei premi d'ono­re il giudice dovrà essere abilitato a giudicare le singole razze comprese in quel raggruppa­mento. Per giudicare il miglior cane assoluto dell'esposizione (Best in Show), la miglior coppia assoluta e i gruppi di allevamento il giudice dovrà essere abilitato a giudicare al­meno due raggruppamenti. Un giudice non po­trà giudicare nelle esposizioni internazionali lo stesso raggruppamento dei premi d'onore o la competizione per il miglior soggetto asso­luto se non a distanza di almeno due mesi da quella in cui ha precedentemente giudicato e in quelle nazionali se non dopo un mese di tempo oppure oltre 200 km. di distanza.
 
 
DOVERI DEGLI ESPOSITORI E DEL PUBBLICO
 
ART. 40.I proprietari di cani e i loro rap­presentanti, tutti coloro che presentano cani in esposizione o aiutano a presentarli e chiunque abbia attinenza coi cani concorrenti in manifestazioni riconosciute devono il massimo ri­spetto e deferenza ai giudici, ai rappresentan­ti dell'Enci, ai membri del comitato organiz­zatore e agli altri concorrenti, pena l'esclusio­ne dalla manifestazione. I concorrenti dovranno rigorosamente attener­si alle disposizioni regolamentari e dell'Ente organizzatore. La puntualità è un dovere non solo disciplinare ma di cortesia e di sportività. Coloro che ritardassero a presentarsi al giudi­ce quando sono chiamati verranno esclusi dal giudizio.
E vietato a chicchessia di rivolgere osserva­zioni o rimostranze ai giudici. Chi ritenesse di aver motivo di avanzare lagnanze o reclami contro di essi, potrà farlo nei modi previsti dal regolamento generale.
 
ART. 41. –Chiunque pronunciasse pubblica­mente parole offensive verso i Giudici o gli al­tri concorrenti o rifiutasse di soltoporsi ad u-na decisione dei primi o del delegato dell'En­ei, ovvero commettesse atti di indisciplina o mancanza contro di essi, potrà essere imme­diatamente sospeso dalla manifestazione in corso dal giudice stesso o dal delegato dell'Enei e verrà denunciato alla commissione di disciplina. Chi ricorresse alle vie legali in violazione alle norme statutarie e regolamen­tari sarà sospeso senz'altro dalle sue funzioni cinefile e, in attesa che la commissione dì di­sciplina oppure il consiglio direttivo dell'Enei abbiano ad esprimersi nei suoi confronti, non potrà partecipare a nessun'altra manifestazio­ne riconosciuta.
 
RECLAMI
 
ART. 42. - A norma dell'ari. 1 del presente regolamento per quanto conceme i reclami si vedano gli articoli del regolamento generale.
 
 
RESPONSABILITÀ
 
ART. 43. - II comitato ordinatore dell'esposi­zione prenderà tutte le opportune e migliori di­sposizioni per il buon trattamento e per la si­curezza dei cani presenti, come pure terrà in custodia tutti gli oggetti depositati dagli espo­sitori, senza tuttavia, sotto qualsiasi aspetto o motivo, assumersi alcuna responsabilità per danno, malattia, fuga, morte o furto di cani, per sottrazioni di oggetti depositati ecc.
 
VARIE
 
ART. 44. - Per i casi non previsti dal presen­te regolamento si fa riferimento al regolamen­to generale delle manifestazioni canine rico­nosciute dall'Enei, allo statuto e agli altri re­golamenti sociali nonché alle norme delibera­te successivamente dal consiglio direttivo. ESPOSIZIONI REGIONALI, PROVINCIALI O LOCALI Le esposizioni a carattere regionale, provin­ciale, locale nelle quali il Cac non è in palio vengono tenute sotto il patrocìnio della dele­gazione dell'Enei competente per territorio che avrà la facoltà di omologarle assicurando la propria assistenza tecnica (regolamento ge­nerale delle manifestazioni canine) a parziale deroga di quanto statuito dal regolamento spe­ciale delle esposizioni, esse al fine di svilup­pare sempre più l'attività cinefila possono u-sufruire delle seguenti facilitazioni:
a)le iscrizioni dei cani possono essere ricevu­te anche in luogo il giorno della manifestazio­ne purché prima dell'inizio dei giudizi. Tutta­via il comitato organizzatore è tenuto a trasmettere all'Enci l'elenco dei cani iscritti sud­divisi per razza e con l'indicazione del pro­
prietario.
b)le tasse di iscrizione sono a discrezione del comitato organizzatore. Non potranno ad ogni modo superare quelle stabilite per le esposi­zioni a carattere nazionale.
e) le classifiche assegnate dai giudici, sono ri­conosciute dall'Enci.
d)gli organizzatori di esposizioni regionali,provinciali o locali dovranno richiedere il ri­conoscimento con un anticipo minimo di due mesi.
e)  previa ratifica, oltre ai giudici ufficiali, pos­sono essere chiamati a prestare la loro opera anche gli aspiranti giudici.O Oltre alle normali classi sarà prevista anche la classe cuccioloni per i soggetti da 6 a 9 me­si di età. Sarà vietala l'iscrizione per i sogget­ti già proclamali campioni di bellezza. Per aspiranti giudici si intendono coloro che hanno sostenuto con esito favorevole gli esa­mi teorici. Nell'ambito di queste esposizioni è facoltà della direzione dell'Enci di autorizzare i giu­dici ad espletare la loro mansione per razze cui non sono ancora abilitali. Nelle esposizioni a carattere «regionale» po­tranno partecipare solo soggetti iscritti in un libro genealogico riconosciuto dalla Federa­zione   Cìnologica   Internazionale   (F.C.I.). Nell'ambito di queste esposizioni, limitata­mente alle razze ammesse, è possibile il rila­scio dei certificati di tipicità purché il sogget­to sottoposto all'esame venga giudicato da un giudice abilitato per la razza. Il giudice non è tenuto al rilascio della rela­zione né alla qualifica, ma dovrà redigere la sola classifica di tutti i cani presentati.
 
MOSTRE SPECIALI E RADUNI DI RAZZA
 
 È definita «mostra speciale» la manifestazio­ne   indetta   dalla  competente  specializzata nell'ambito di una esposizione generale o an­che separatamente con eventuale disputa del Cac.
Per «raduni» si intendono invece esposizioni indette dalla competente associazione specia­lizzata secondo un particolare regolamento preventivamente approvato dal consiglio di­rettivo dell'Enci. Nei raduni non è in palio il Cac.
Per i soggetti dì età inferiore ai 9 mesi non sarà rilasciata alcuna qualifica ma essi saranno sol­tanto classificati.
Le richieste di omologazione saranno inviate all'Enci per iscritto dalle Associazioni specia­lizzate almeno 3 mesi prima della data della manifestazione inviandone copia per cono­scenza alla Delegazione competente per lem-torio ed al consiglio cinofilo regionale. Non potranno essere omologati raduni o mo­stre speciali organizzale al di fuori di una esposizìone generale a distanza inferiore di 150 km. fra esposizioni nazionali, internazionali o raduni organizzali dalla medesima associazio­ne. I programmi devono essere previsti e dif­fusi. Nelle «mostre speciali» le classi sono quelle previste dal regolamento dell'Enci. Nei «raduni» devono essere obbligatoriamen­te previste le classi libera e lavoro secondo le norme del regolamento esposizioni ed è anche prevista la classe LIR.
Le altre classi saranno determinale, nei loro li­miti e nelle loro caratteristiche, dalle relative Associazioni specializzale. Il catalogo deve essere predisposto prima dell'inizio della ma­nifestazione a ciclostile o a stampa e deve con­tenere, oltre ai dati relativi al soggetto iscritto, il nome e l'indirizzo di ogni espositore. Non sono ammesse aggiunte al catalogo. Le iscrizioni ai raduni o alle mostre speciali organizzale al di fuori di una esposizione ge­nerale devono essere inviale al comitato orga­nizzatore, accompagnale dal relativo importo, almeno sette giorni prima della data della ma­nifestazione. Le tasse di iscrizione non posso­no superare l'importo previsto per le esposi­zioni internazionali.
Ad ogni Società specializzata saranno asse­gnati annualmente un numero di «Raduni e mostre speciali» sulla base dei soggetti iscrìt­ti l'anno precedente nei libri genealogici così suddiviso:
-  n. 6 (di cui 4 raduni e 2 mostre speciali) per razze fino a 1.000 soggetti;
-  n. 16 (di cui 10 raduni e 6 mostre speciali) per razze fino a 5.000 soggetti;
-  n. 28 {di cui 20 raduni e 8 mostre speciali) per razze al di sopra dì tale numero.
Le Società specializzate sono obbligale ad or­ganizzare nell'ambito delle esposizione nazio­nali ed internazionali almeno un terzo delle manifestazioni organizzale nell'anno. Almeno metà dei raduni e mostre speciali dovranno es­sere giudicati da giudici italiani.
I giudici devono essere scelti come previsto dall'ari. 7 del regolamento generale delle ma­nifestazioni canine. La ratifica definitiva del­le giurie spetta all'Enci che vi provvede mediante designazione ufficiale da inviarsi a ciascun giudice ed al comitato organizzatore.
Le esclusioni: valgono quelle previste all'art.
19 del regolamento speciale delle esposizioni canine.
«1° Eccellente» conseguito in «mostre spe­ciali» o «raduni» è titolo valido per il campionato italiano di bellezza se conseguito in classe libera o lavoro. Obbligatoriamente in quest'ultima per le razze sottoposte a prove di lavoro ai fini del campionato stesso. Il giudice nei raduni e nelle mostre speciali senza Cac, limitatamente alle classi libera e lavoro (per razze sottoposte a prove di lavo­ro), ha la facoltà di riservare il «1° Eccellen­te» assegnando al soggetto il «2° Eccellente». Nelle mostre speciali in cui è in palio il Cac il giudice che intendesse riservare il «1° Eccel­lente» non dovrà assegnare neanche il Cac. Per ogni 1 ° Ecc. rilasciato (classe libera o lavoro), il giudice ha la facoltà di assegnare anche il 2° Ecc. Riserva al concorrente che segue in gra­duatoria. Questa riserva ha lo stesso valore del 1° Ecc. allorché il vincitore abbia già ricevu­to in precedenza un 1° Ecc. in classe lavoro, per le razze sottoposte a prove e rappresenta­te da una associazione specializzata, e a due 1° Ecc. in classe libera, per le razze non sot­toposte a prove e rappresentate da una asso­ciazione specializzata.
 
Regolamento speciale delle Prove di lavoro
   capitolo I
 
ART. 1 - Nome generali
II presente regolamento speciale stabilisce le norme che disciplinano le prove di lavoro ri­conosciute dall'Enei; esso completa il «Rego­lamento generale delle Manifestazioni» del quale fa anzi parte integrante a tutti gli effetti e le cui disposizioni si intendono qui sottinte­se e ripetute.
 
ART. 2 - Le prove di lavoro sono le manife­stazioni cinetecniche nelle quali i cani che concorrono debbono esplicare il lavoro confa­cente alle loro attitudini dì razza. Avendo lo scopo di individuare e far conoscere i sogget­ti maggiormente idonei per l'allevamento, le prove di lavoro servono soprattutto per porre in evidenza le qualità naturali del cane, in que­ste compresa la capacità di apprendere gli in­segnamenti dell'uomo. Vi possono pertanto prendere parte solamente cani regolarmente i-scritti in un libro genealogico tenuto dall'En­ci o da questo riconosciuto; per quelli dichia­rati «in corso di iscrizione» potrà essere ri- chiesta dal comitato organizzatore una dichia­razione rilasciata dall'Enei, attestante che la pratica iscrizione del cane è realmente in cor­so. Fanno eccezione solamente i cani non i-scritti per i quali l'Enci abbia concesso l'auto­rizzazione scritta a concorrere «sub condìtione» allo scopo di ottenere il titolo necessario per la prima legislazione nel Lìr.
 
ART. 3 - A seconda dei iholi che in esse pos­sono essere rilasciali le prove di lavoro si di­stinguono in Internazionali, nelle quali è con­sentita l'assegnazione del Cacit, Nazionali o-ve è concessa l'assegnazione del solo Cac, e regionali o locali ove neppure il Cac può es­sere rilasciato. Fatta eccezione per le prove re­lative ai campionali nazionali per cani da cac­cia organizzati secondo le modalità deliberate dal Consiglio Direttivo. In relazione poi alle razze ammesse a parteci­parvi, e al lavoro cui sono sottoposti i concor­renti, le prove sì dividono in:
a)Prove per cani da ferma
b)Prove per sani da cerca
e) Prove per cirnechi
d)Prove per cani da riporto
e)Prove per cani da seguita
f)Prove per cani da tana
g)Prove per cani da corsa
h) Prove di difesa per cani di utilità i) Prove di pista per cani di utilità 1) Prove per cani militari m) Prove per cani da pastore n) Prove per cani da soccorso, da traino, ecc. Tali prove a loro volta possono essere limita­te ad una specifica razza. Per ognuna di tali prove vigono norme precise che fanno parte, o la faranno qualora fossero siate approvate dal Consiglio Direttivo dell'Enci, del presen­te regolamento speciale.
 
ART. 4 - Ogni prova può essere divisa in di­verse singole prove. Così, a seconda dell'età dei cani ammessi a parteciparvi, possono svol­gersi prove per giovani quando l'età dei con­correnti non è superiore a 30 mesi, per anzia­ni di età superiore ai 6 anni, oppure Libere quando nessun limite di età è prescritto. Ed an­che le prove possono essere condizionate dal­le precedenti prestazioni dei cani che in esse concorrono; si possono cioè avere prove per novizi, quando sono limitate a soggetti debut­tanti che non hanno mai in precedenza preso pane a prove riconosciute, o per campioni ecc. Si potranno analogamente svolgere, in rela­zione alle persone ammesse a presentare i ca­ni, le prove per dilettanti, per professionisti, per militari, per giudici, ecc.
 
ART. 5 - Nelle prove riconosciute dall'Enei i cani iscritti vengono giudicati divisi per ciascuna prova indicata per Programma, il quale deve ben precisare quali sono i sogget­ti che possono parteciparvi e le persone che sono autorizzate a presentarli. Nessuna differenza è fatta, di regola, tra cani di sesso diverso.
 
ART. 6 - Le razze e varietà alle quali debbo­no appartenere i cani presentali in prove orga­nizzate in Italia, sono quelle comprese nell'«Elenco delle razze riconosciute dall'En­ei» che fa parte del regolamento generale del­le manifestazioni riconosciute.
 
ART. 7 - Programmi
Nelle prove di lavoro riconosciute dall'Enci è obbligatoria la pubblicazione a stampa del programma. Questo deve precisare tutti gli elementi necessari per consentire ai partecipan­ti di essere al corrente delle norme principali stabilite per la manifestazione; deve contene­re fra l'altro:
a)  la località e la data della manifestazione;
b) l'indirizzo della sede del comitato organiz­zatore o del suo segretario;
e) i nomi dei giudici con l'indicazione detta­gliata delle prove a ciascuno affidate;
d)il progetto delle prove che verranno dispu­tate;
e)l'elenco delle razze ammesse;
f)   le tariffe d'iscrizione e i termini per l'ac-cettazione delle medesime a quota normale o maggiorata;
g) i premi posti in palio per ogni singola pro­va;
h) una o più schede d'iscrizione dei cani alle prove, del tipo stabilito o consigliato dall'En­ei. Tali schede potranno essere inserite anche staccate dal programma;
 i) la precisa indicazione che la prova si svol ge secondo i regolamenti dell'Enei. Sono elementi facoltativi, che potranno anche essere omessi dal programma, soprattutto se ancora non conosciuti all'atto della sua pub­blicazione, i seguenti che però dovranno esse­re indicati nel catalogo:
a)  l'elenco dettagliato dei premi d'onore e spe­ciali e la loro destinazione;
b)il nome del delegato dell'Enei.

ART. 8 - Iscrizioni dei concorrenti
La domanda per l'iscrizione di un cane ad una prova va formulata sull'apposita scheda di cui all'alt. 7 e deve essere consegnata o per­venire alla segreteria del comitato organizza­tore entro i termini stabiliti e resi noti nel pro­gramma.
Tali schede d'iscrizione debbono essere com­pilate con calligrafia ben chiara e su di esse dovranno sempre essere precisati, per ciascun soggetto, il nome, la razza, il sesso, la data di nascita, il numero di iscrizione nel libro ge­nealogico, il numero del libretto di lavoro, i nomi del padre e della madre, nonché i nomi e gli indirizzi del proprietario e del condutto­re, nonché il nome dell'allevatore. Infine do­vranno essere indicati la prova, o le prove, nel­le quali il cane concorre. Qualsiasi errore o lacuna riscontrata nella compilazione della scheda potrà escludere il cane dal giudizio e determinare l'annullamen­to di questo qualora fosse già avvenuto, senza alcun rimborso della tassa versata. Firmatari delle schede d'iscrizione di un cane ad una prova possono essere il suo proprieta­rio, oppure il suo conduttore. La firma dovrà essere apposta dopo l'indicazione, che deve fi­gurare stampata sulla scheda, che il firmatario dichiara di conoscere i regolamenti dell'Enci in base ai quali la prova si svolge e si impe­gna di rispettarli, accettando preventivamente le decisioni e i provvedimenti che i Giudici, il Delegato dell'Enci e il Consìglio dell'Enci stesso o gli organi da questo delegati riterran­no di adottare nei confronti dei cani concor­renti e delle persone che li presentano in pro­va. Sono vietate le iscrizioni «con riserva di presentazione» essendo solamente in facoltà del firmatario della scheda, dopo di avere re golarmente iscritto il cane e di aver eseguito il pagamento relativo, di non sottoporlo poi al giudizio.
Non saranno pertanto restituite le quote d'i­scrizione per i cani che, iscritti, non fossero stati presentati o che, presentati, non fossero stati qualificati dal Giudice o che si trovino nelle condizioni indicate dall'alt. 11.
 
ART. 9 - Le iscrizioni dei cani alle prove ri­conosciute dall'Enci devono essere accompa­gnate dall'importo delle tasse relative che non potranno essere superiori a quelle stabilite dal Consigli Direttivo dell'Enci. L'ammontare delle rispettive tasse dovrà es­sere chiaramente indicato nel programma. I soci dell'Enei in regola col pagamento della quota annuale hanno diritto alle riduzioni spe­ciali fissate dal Consiglio direttivo sulle tasse di iscrizione per i cani di cui risultano proprietari. Le società organizzatrici di prove po­tranno concedere analoghi sconti ai propri as­sociati.
 
ART. 10 - Proprietà dei cani .
Tutti i cani debbono essere di proprietà di co­loro sotto il cui nome figurano registrati nei li­bri genealogici riconosciuti ed esserlo stati parimenti il giorno della chiusura delle iscrizio­ni.
È stretto obbligo dei concorrenti di avvisare prima dell'inizio delle manifestazioni il Dele­gato dell'Enci o la segreteria del comitato or­ganizzatore di tutti quei cambiamenti di pro­prietà che fossero avvenuti dalla chiusura del­le iscrizioni all'inizio delle prove stesse, sen­za di che i cani saranno e dovranno essere ri­tenuti, a tutti gli effetti di proprietà del prece­dente intestatario.
 
ART. 11 -Esclusioni
Sarà negata la partecipazione in una prova ri­conosciuta, senza diritto al rimborso delle tas­se d'iscrizione, ai cani che:
a)  non risultassero iscritti a un libro genealo­gico riconosciuto, fatte le eccezioni di cui all'art. 2. appartenessero a persone sospese, espulse o squalificate dai delegati dell'Enci stesso, o dalla Fci o da Società estere a questa federate,
e) fossero affetti da malattie della pelle e da o
gni altra malattia, a giudizio inappellabile del veterinario;
d)risultassero di una età differente da quella indicata sulla scheda e per la quale non siano ammissibili alla prova cui sono iscritti;
e)fossero pericolosi o mordaci;
f)  fossero monorchidi o criptorchidi e comun­que, maschi o femmine, constatati inetti alla riproduzione o con altri difetti congeniti di co­struzione.
Le cagne in calore non possono essere assolu­tamente presentate alle prove (fatta eccezione per le prove Oaks).
Comprovato che ad una cagna iscritta e pre­sente alla prova sia sopravvenuto il calore. sarà in facoltà del concorrente di chiedere l'annullamento dell'iscrizione già fatta, con diritto al rimborso della quota di iscrizione, purché tale richiesta venga avanzala prima della chiamata del cane in prova.
 ART. 12 - Cataloghi
Fermo restando quanto è precisato nell'alt 13 del Regolamento generale delle manifestazio­ni, la pubblicazione del catalogo è obbligato­ria per tutte indistintamente le prove di lavoro riconosciute dall'Enei. E tuttavia consentito che tale catalogo sia redatto anche dattilo­scritto e riprodotto con un qualsiasi procedi­mento moltiplicatore. Nel catalogo dovranno essere indicati:
a)  i cani iscritti, ripartiti nelle diverse prove cui concorrono, con l'indicazione dei rispettivi nomi, del sesso, della razza, del numero di iscrizione nel libro genealogico, e con i nominativi dei loro allevatori, proprietari e condut­tori.
b)i nomi dei Giudici, con le prove a questi as­segnati,   degli   Assistenti   e   del   Delegato dell'Enci.
e) i premi eventualmente da aggiungersi a quelli già indicati nel programma. d) l'elenco dei proprietari dei cani partecipan­ti alla prova con il rispettivo indirizzo. Ciascun concorrente riceverà gratuitamente o a pagamento - secondo quanto sarà indicato nel programma  una copia del catalogo, men­tre cinque copie dì quest'ultimo dovranno es­sere spedite, a cura del comitato organizzato re, alla sede dell'Enei oppure consegnate al Delegato se questo è presente alla manifesta­zione.
ART. 13 - Ritardatati Ogni cane dovrà essere condotto al guinzaglio e trovarsi pronto al momento preciso del suo turno. Nel caso di ritardo senza giustificato motivo che intralci lo svolgimento regolare della prova i Giudici potranno escludere dal concorso il concorrente ritardatario. La esclu­sione non darà diritto al rimborso della tassa d'iscrizione alla prova.
 
ART. 14 - Libretto di lavoro
Tutti i cani partecipanti a prove riconosciute dovranno essere muniti del rispettivo libretto di lavoro, che dovrà essere depositato, prima dell'inizio della prova nella quale concorrono, presso la segreteria del comitato organizzato­re. Per quelli che ne fossero sprovvisti dovrà essere presentata, a cura dei loro conduttori, la domanda di rilascio sugli appositi moduli for­niti dall'Enci e versata la relativa tassa. Su tali libretti dì lavoro il comitato organizza­tore dovrà sempre indicare, con scrittura a ma­no o con un timbro la data e la località ove la prova si svolge. Sarà cura del Delegato dell'Enci e del comitato organizzatore, dopo la proclamazione dei risultati, trascrivere sul li­bretto di lavoro le qualìfiche o la motivazione della non qualificazione.
 
ART. 15-I giudici delle prove
 
I Giudici delle prove di lavoro saranno scelti e designati nei modi previsti dall'ari. 7 del Re­golamento generale delle manifestazioni. La Giuria di una prova potrà essere formata da un solo Giudice, oppure, plurima; sarà sempre plurima nelle prove qualificate internazionali dall'Enei salvo diversa disposizione dei rego­lamenti speciali e in quelle per le quali il pre­sente regolamento lo prescrive nei capitoli che seguono.
Quando la giuria è formata da un solo giudice è prevista la possibilità che il comitato orga­nizzatore nomini uno o più assistenti che sa­ranno scelti fra persone dì provata competen­za.
 
ART. 16 - I Giudici, tenuto conto de! com­portamento di ciascun cane, del lavoro da es sa svolto, dello stile dimostrato, dei difetti ri­scontrali e degli errori compiuti procederanno alla fine di ogni prova, sulla base di quanto è detto nel regolamento generale delle manife­stazioni e secondo quanto potrà essere meglio precisato nei capitoli successivi elei presente regolamento, relativi a ciascun tipo di prove, ad assegnare le qualifiche e ad eseguire le clas­sifiche dei soggetti concorrenti.
 
ART. 17 - Dall'esame dei soggetti presenti in prova derivano qualifiche relative al valore as­soluto dimostrato da ciascun concorrente; esse rappresentano la sintesi del giudizio sul comportamento del cane nella prova cui ha partecipalo e dovranno essere rilasciate dal Giudice per tutti i soggetti giudicati, fatta ec­cezione per quelli che fossero stati eliminati nel corso delle loro prestazioni o che, per qualsiasi motivo, non abbiamo potuto fornire la di­mostrazione di possedere tutte le qualità che attraverso la prova si intendono valutare. Non è ammesso il ritiro di un cane durante lo svolgimento di una prova, a meno che esso non sia incorso in un incidente, constatato an­che dal giudice, che ne menomi la possibilità di lavoro; i cani che per altre cause venissero ritirati dai propri conduttori, dovranno essere considerati eliminati dalla prova, ma il giudi­ce nella propria relazione dovrà descrivere il comportamento sino al momento del ritiro. Le qualifiche che ì giudici possono assegnare nelle prove di lavoro sono le seguenti: Eccellente (Ecc.) a quel cane che abbia dimo­strato di possedere al più alto grado tutte le do­ti di stile e le qualità naturali che caratterizza­no la razza cui appartiene. Inoltre il cane qua­lificato eccellente non deve aver palesato di­fetti e non deve essere incorso in errori gravi, dimostrandosi soggetto di eccezione e capace di svolgere alla perfezione il lavoro prescritto dallo standard.
Molto Buono (M.B.) a quel cane che ha com­piuto un ottimo lavoro dimostrando le doti e le quantità peculiari della razza. La qualifica M.B. va assegnata anche a quei soggetti che a-vrebbero meritato, per il lavoro svolto e per le doti poste in luce, la qualifica di eccellente ma che sono incorsi in errori tali da non poter conseguire la maggiore qualifica. Buono (B) a quel cane che dimostri di posse­dere in buona misura i caratteri della razza e svolga un buon lavoro senza gravi errori o con lievi difetti.
Abbastanza Buono (A.B.) a quel cane che ri­sulta in possesso delle qualità naturali e tipi­che della propria razza e abbia svolto un one­sto lavoro tale da renderlo meritevole di una segnalazione.
Sufficiente (Suff.) a quel cane che risulta in possesso delle qualità naturali e tipiche della propria razza e abbia svolto un discreto lavo­ro.
 
ART. 18 - Le classifiche vengono assegnate dai giudici indicando in ordine di merito i ca­ni qualificati. Nelle prove dei cani da caccia essi potranno limitarsi ad indicare la gradua­toria dei concorrenti vincitori dei premi indi­cati nel programma: comunque il 1° premio di ciascuna prova non potrà essere assegnato che a cani che abbiano ottenuto la qualifica di al­meno Molto Buono, e il secondo e il terzo quella di Buono. I cani con qualifica di Abba­stanza Buono e di Sufficiente non potranno ottenere rispettivamente più di un quarto e di un sesto premio.
Giudici pertanto hanno la facoltà di non da­re corso alla assegnazione dei premi disponi­bili ogni qualvolta riscontrassero, in base alle qualifiche da essi rilasciate, che i concorrenti non ne sono meritevoli. Non potranno tuttavia mai classificare cani ex aequo ma, in caso di
parità fra due o più concorrenti, dovranno, eventualmente riprovandoli, sempre arrivare a classificarli nell'ordine.
 
ART. 19 - Ai soggetti che. esclusi dalla clas­sifica o non qualificati, avessero dimostrato durante il corso di una prova dì essere dotati di eccellenti doti naturali, tipiche della razza cui appartengono i Giudici potranno rilascia­re, a loro discrezione, i certificati di qualità na­turali (Cqn).
II Cqn da diritto all'iscrizione dei cani,che lo abbiano conseguito, in classe di lavoro nelle esposizioni e può costituire uno dei titoli ri­chiesti per l'iscrizione al libro italiano ricono­sciuti (Lìr) dei cani sprovvisti di genealogia.
 
ART. 20 - Alla fine di ogni prova i giudici dovranno indicare e firmare, sui libretti di la­voro dei cani qualificati e classificati, le clas­sifiche da questi conseguite e le qualifiche nonché i Cqn rilasciati. ART. 21 - Nei casi di condizioni atmosferiche tali da ostacolare in maniera determinante Lo svolgimento della prova, si da privarla di ogni significato tecnico la giuria, sentito il pa­rere del delegato dell'Enei e del Comitato or­ganizzatore, può deciderne la sospensione, e-ventualmente rinviandola al giorno successivo oppure ad altra data. In tali casi la giuria non darà corso al rilascio di qualifiche e di classi­fiche, neppure per i cani già eventualmente provati, e i concorrenti che non intendessero accettare il rinvio o lo spostamento di data, avranno diritto al rimborso di data, avranno di­ritto al rimborso di metà delle tasse d'iscrizio­ne versate.
I Ldelegato dell'Enci, sentito il parere dei giu­dici, o da essi richiesto, ha la facoltà di sospendere lo svolgimento della prova quando per altre determinate cause (terreno o vegeta­zione non confacenti, nonché inidoneità o in­ sufficienza di selvaggina) venissero a manda­re gli elementi tecnici indispensabili al nor­male svolgimento della prova stessa. In tale caso sarà a carico del comitato organizzatore il rimborso totale delle tasse dì iscrizione.

ART. 22 - Entro 15 giorni dalla conclusione di una prova, i giudici che in questa hanno pre­stato la propria opera debbono inviare alla se­de dell'Enei la propria relazione dattilografa­ta in tre copie sul tavolo svolto da ciascun con­corrente, con le relative classifiche e qualifi­che assegnate. Tale relazione dovrà essere ac­compagnata dall'elenco dei cani partecipanti alle prove giudicate.
I giudici che non ottemperassero a tale obbli­go entro il termine prescritto saranno deferiti d'ufficio al comitato dei giudici per i provve­dimenti del caso.
 
ART. 23 - Premi
I premi di ogni prova indicati nel programma, non potranno essere aumentati né diminuiti di numero o di valore, fatta eccezione per quelli il cui ammontare è in funzione del numero dei concorrenti. In tal caso dovranno essere con­siderati presenti tutti i cani elencati nel catalo­go, fatta eccezione per le cagne in calore. Premi speciali possono essere destinati agli Allevatori del primo e del secondo classifica­ti di qualsiasi prova.
 
ART. 24 – Reclami
 
Per i reclami valgono le norme contenute nel regolamento generale delle manifestazioni ca­nine riconosciute dall'Enci (art. 14). Nelle prove i reclami possono essere accolti dopo la proclamazione e il conferimento del premio, sempre se avanzati per iscritto e die­tro il prescritto deposito, non oltre sette gior­ni dalla chiusura della manifestazione. Tali re­clami vanno avanzati direttamente all'Enci che si pronuncia con decisione insindacabile.
 
ART. 25 - Doveri dei concorrenti e del pubblico
I proprietari dei cani o i loro rappresentanti, i conduttori o chiunque abbia attinenza con i ca­ni concorrenti in prove riconosciute debbono il massimo rispetto e deferenza al Delegato dell'Enci, ai componenti del comitato orga­nizzatore, ai Giudici e agli altri concorrenti, pena l'esclusione dalla manifestazione. Chiunque ritenesse di aver motivo di avanza­re lagnanze o reclami potrà farlo nei modi pre­visti dai regolamento generale; comunque è ri­gorosamente vietato pronunciare pubblica­mente parole offensive contro i Giudici e chi lo facesse o, con frasi ed apprezzamenti inop­portuni, cercasse di porre in dubbio la loro competenza e correttezza, sarà deferito al Consiglio del caso. Tale deferimento potrà es­sere fatto dai giudici, dal Delegato dell'Enci o anche dal Presidente del comitato organizza­tore. Il concorrente che rifiutasse di sottopor­si a una decisione dei Giudici, dei Commissari o del Delegato dell'Enci ovvero commet­tesse atti di indisciplina o mancanze contro di essi, verrà escluso dalla prova e potrà essere deferito al Consiglio Direttivo dell'Enci per i conseguenti provvedimenti. È vietato altresì al pubblico di disturbare in qualsiasi modo lo svolgimento delle prove. Esso dovrà attenersi alle disposizioni imparti­te dal comitato organizzatore.
 
Regolamento delle Prove per i cani delle Razze da ferma
 
ART. 26 -I tipi di prove
L'Enci riconosce le seguenti prove dei cani da ferma:
 
1 ) Prove a grande cerca su starne per cani di razze inglesi.
2)Prove classiche su starne per cani di razze inglesi.
3)Prove di caccia su selvaggina naturale per cani di tutte le razze ovvero:
 
a)     Prove di caccia su stame.
b)    Prove di caccia su tutta la selvaggina natu­rale con o senza selvatico abbattuto.
  
Prove specialistiche di caccia per cani di tutte le razze ovvero:
 
a)Prove di caccia su beccaccinì.
b)Prove di caccia su beccacce.
c)Prove di caccia su selvaggina di montagna
 
5)Derby su starne per cani di tutte le razze.
 
6)Prove su quaglie di cattura per cani di tut­te le razze.
 
7)Gare atlitudinali su quaglie liberate per ca­ni di tutte le razze.
 
Ogni manifestazione, in relazione alle razze canine ammesse a parteciparvi, potrà consi­stere in un'unica prova o in prove diverse, co­sì come è precisato negli articoli 3 e 4 del pre­sente regolamento. Quando però una manife­stazione è apena indistintamente a tutte le raz­ze da ferma, essa dovrà obbligatoriamente es­sere composta da:
- prova per continentali italiani
- prova per continentali
- prova per pointers
- prova per setters.
Pointers e setters possono anche concorrere in un'unica prova mista.
Parimenti una manifestazione aperta a tutte le razze continentali da ferma dovrà essere com­posta da:
- prova per continentali italiani
- prova per continentali
Nei programmi dovranno essere indicate chia­ramente le prove che saranno disputate, preci sando se le stesse prevedono l'abbattimento del selvatico e le condizioni per parteciparvi.
 
ART. 27 - Qualifiche e classifiche • I pre­mi
II giudìzio si esplica con l'assegnazione delle qualifiche, degli eventuali certificati, e con la compilazione della classifica limitatamente ai primi 3 soggetti.
premi in denaro non sono ammessi nelle pro­ve su selvaggina naturale. Nelle prove su qua­glie è consentito destinare a premi in denaro una somma non superiore al 40% delle iscri­zioni.
 
 
ART. 28 -I sorteggi
Nella località e nell'orario che dovranno esse­re indicati nel programma, si procederà al sor-leggio dei turni di prova dei diversi concor­renti e delle coppie per le prove nelle quali i turni in coppia sono prescritti.
II sorteggio dovrà essere predisposto in modo da evitare che, possibilmente, ìl medesimo conduttore debba concorrere nella stessa cop­pia con due cani da lui presentati; come pure si dovrà possibilmente evitare che risultino ac­coppiati due cani  delmedesimoproprietario.Nel caso di prove suddivise in batterie, gli or­ganizzatori avranno cura di fare in modo che i cani presentati dal medesimo conduttore sia­no possibilmente assegnati ad un'unica batte­ria e ciò per facilitare il regolare susseguirsi dei turni. Qualora però un conduttore inten­desse far concorrere i propri cani in più batterie, egli non potrà esigere che gli stessi siano presenti in più di due batterie, sopportando al­tresì le conseguenze di una sua eventuale as­senza nel momento in cui i suoi turni verran­no chiamati. Il conduttore che intendesse esi­gere l'applicazione di quanto sopra disposto,dovrà esprimere richiesta al Comitato Orga­nizzatore prima che i sorteggi abbiano luogo.
L'assegnazione della Giuria a ciascuna batte­ria avverrà per sorteggio.
Ai sorteggi presiede un rappresentante del Co­mitato Organizzativo, alla presenza dell'even­tuale Delegalo dell'Enci e dei concorrenti che desiderino assistere.
 
ART. 29 - Le batterie - I CAC in palio -
 
I turni per l'assegnazione del CACIT nelle prove svolte con la formazione di batterie
Nelle prove su selvaggina naturale, i concorrenti possono essere suddivisi in batterie, sem preché il numero dei cani effettivamente partecipanti impegni la Giuria in più di 11 turni Ciascuna batteria non può comprendere meni di 6 lumi e dovrà essere giudicata da almeno un Giudice abilitato dall'Enci per il tipo d prova in programma.
Un Cac sarà assegnabile in ciascuna batteria Nelle prove su quaglie liberate non sarà ma consentito suddividere i concorrenti in batte rie, qualunque sia il loro numero. Nelle prove internazionali il cui svolgimento avesse richiesto la formazione di batterie il cane o i cani vincitori di ciascuna batteri che abbiano conseguito il Cac, verranno sottoposti in un turno supplementare all'esani della Giuria riunita per eventuale assegnazione del Cacit e della relativa riserva. Tale lui no si svolgerà in coppia. Nell'eventualità eh ciascuna batteria sia giudicata da 3 Giudici lui ti abilitali al rilascio del Cacit, e che il Cac si stato assegnato ad uno solo dei vincitori di batteria, il Cacit sarà assegnato contestualmente al Cac, senza che si renda necessario il lurn supplementare giudicato dalle Giurie riunite Nel corso del turno supplementare per l'assegnazione del Cacit e della riserva, è indispensabile che il cane fornisca una presentazione di livello adeguato, anche se in tale turno no abbia occasione di incontro.
 
ART. 30 - Persone al seguito della Giuria I concorrenti dovranno attenersi alle dispos zioni della Giuria e del Comitato organizzate re.
Al seguito della Giuria possono essere ammessi solo gli Assistenti designati dall'Enci, Delegato dell'Enci, il Direttore di gara, lo sparatore ufficiale ed un guardiacaccia. In via eccezionale potranno essere ammessi al seguii della Giuria un solo fotografo o un solo giornalista.
 
ART. 31 - Assegnazione del terreno da esplorare - II comportamento dei conduttore . La conclusione del turno I conduttori, alla loro chiamata, dovranno presentarsi col cane al guinzaglio ai Giudici e questi - nelle prove su selvaggina nalurale - in­dicheranno il terreno da esplorare. Solo al comando del Giudice i conduttori fa­ranno partire il loro cane, che non deve lan­ciarsi in profondità. In caso di coppia i cani devono partire nelle direzioni loro assegnate; sempre in caso di coppia, durante tutta la du­rata del turno i conduttori dovranno procede­re uniti e affiancati a breve distanza fra loro. Inoltre il conduttore, sia che concorra da solo o in coppia, non potrà allontanarsi dal giudice se non su invito del Giudice stesso. Al termi­ne di ogni azione il conduttore richiamerà il suo cane e lo riporterà al guinzaglio presso la Giuria attendendo il comando di sciogliere nuovamente il cane. L'uso del richiamo deve essere limitato all'essenziale. Nei turni in cop­pia il conduttore non deve danneggiare col ri­chiamo o in alcun altro modo l'altro concor­rente.
Giudici richiameranno all'ordine il concor­rente comunque scorretto, il cui cane potran­no anche escludere dalla prova. In tal caso èfacoltà dei Giudici interdire la partecipazione a quella prova agli altri cani presentati da quel conduttore. Allo scadere del tempo destinato a ciascun turno, il Giudice segnalerà il termine del turno stesso ed il conduttore dovrà pronta­mente chiamare e legare il cane. Il cane che,al termine del turno, si sottrae ai ripetuti ri­chiami del conduttore, verrà considerato «fuo­ri mano».
ART.32 -I turni -Durata dei turni - Com­pletamenti • Turni di richiamo - Turni a singolo e in coppia
II primo turno per ciascuno dei concorrenti, dovrà avere durata uguale al tempo previsto per ciascun lipo di prova. Al termine del pri­mo turno dì tutti i concorrenti, verranno ri­chiamali per i completamenti di turno i cani che, non per colpa loro, abbiano dovuto inter­rompere il loro turno prima dello scadere del tempo a loro disposizione. La durata del com­pletamento del turno sarà pari al tempo non u-sufruito nel turno interrotto. Dovranno quindi essere sottoposti ad un turno di richiamo i ca­ni che non sono stati eliminati durante il tur­no e che non hanno realizzato una ferma vali da sulla selvaggina oggetto della prova; la du­rata del turno di richiamo è a discrezione del Giudice e deve essere tale da offrire la possi­bilità di conseguire la finalità che ha determi­nato il richiamo stesso senza però mai supera­re la durate del primo lurno, I Giudici avran­no cura di evitare che, nei lumi di richiamo, ciascun cane debba ripercorrere lo stesso ter­reno da lui stesso esplorato in un turno prece­dente della prova. L'effettuazione di turni di richiamo è preclusa nelle prove su quaglie li­berate.
I Giudici dovranno curare in ogni momento e nel limite del possibile, che ogni concorrente abbia a svolgere il proprio lavoro nelle mi­gliori condizioni.
Razze inglesi
I cani delle razze inglesi concorrono sempre in coppia, fatta eccezione per le prove di caccia  su beccaccini, su beccacce, per il primo turno del Derby ed eventualmente nelle prove di caccia su selvaggina di montagna, in cui con­corrono a singolo.
Razze commentali
  cani delle razze continentali, nelle prove su selvaggina naturale, concorrono a singolo sia nel primo turno che nell'eventuale turno di ri­chiamo.
Nelle prove su quaglie liberate i cani di razze continentali concorrono sempre in coppia. Le associazioni specializzate delle razze da ferma potranno scegliere di fare disputare le proprie speciali di razza, richiedendone all'Enci il preventivo benestare, con turno a singolo oppure in coppia.
ART.33 - La cerca
Il modo ed il metodo di cerca di ciascun sog­getto deve corrispondere a quanto è prescritto dallo standard di lavoro delle singole razze ed essere in relazione al tipo di prova in alto. La cerca comunque deve essere sempre tale da garantire la efficace e completa esplorazione del terreno. Non è ammessa un'azione discon­tinua né una cerca disordinata o manchevole, poiché anche in queste il Giudice deve rico­noscere nel cane l'iniziativa e l'intelligenza necessarie per svolgere il lavoro richiesto. Il cane inoltre deve sempre risultare bene in ma­no al conduttore.
 
 ART. 34 -Consenso
Razze inglesi
Nelle prove pur i cani di razze inglesi il con­senso deve essere sempre eseguito spontanea­mente, salvo nelle prove di caccia e nelle ga­re attitudinali su quaglie ove è tollerato a co­mando.
Razze continentali
Anche per i cani di razze continentali il con­senso spontaneo è altamente desiderabile. Per queste razze è però tollerata l'esecuzione del consenso a comando in tutte le prove. In ogni caso il conduttore non potrà legare trattenere il cane in consenso, che dovrà rima­nere corretto sino alla conclusione dell'azione dei cane in ferma.
 
ART. 35 - II riporto
 
a) prove su selvatico abbattuto Allo sparo il cane deve restare corretto. Il ri­porto dovrà essere eseguito a comando. È tol­lerata con penalizzazione la partenza del cane alla caduta del selvatico. II mancato riporto di selvatico morto porta alla eliminazione (ec­cettuato il caso di materiale impossibilità: sel­vaggina caduta in posto irraggiungibile). Il ca­ne che passa e ripassa più volte sul selvatico ucciso e che non dimostra interesse a ritrovar­lo, sarà sempre eliminato. Quello che esegue il riporto in modo scorretto, ovvero con esita­zioni, soste o lasciando cadere la selvaggina, potrà essere eliminato. Il vistoso danneggiamento della selvaggina riportata sarà sempre motivo di eliminazione. Comunque il riporto deve considerarsi concluso nel momento in cui il cane depone il selvatico ai piedi del condut­tore, che deve rimane fermo al suo posto. Sarà titolo di merito la ricerca con successo di un capo ferito (recuperato) che si sia mosso dal luogo della caduta, e ciò tanto più, quanto più questo si sarà allontanato di piede. Il mancato recupero di selvatico ferito che si sia allonta­nato dal posto ove è caduto, può essere moti­vo dì penalizzazione, la cui gravita deve esse­re valutata dal giudice. Allorché le condizioni del terreno sono molto impegnative, è con­sentito al conduttore indicare a distanza il punto di caduta del selvatico per aiutare il cane a trovare la pista del selvatico ferito. Allorché, per qualsiasi motivo, l'abbattimento del selvatico non si sia verificato nel corso del turno o di un eventuale richiamo i cani classi­ficabili che non abbiano avuto occasione di e-seguire il riporto durante la prova verranno sottoposti alla prova di riporto a freddo al ter­mine dei turni di tutti i concorrenti, secondo le modalità di cui al seguente paragrafo;
b) riporto a freddo
Avviene secondo le .seguenti modalità: il cane verrà condotto d guinzaglio in terreno cespu­gliato, lontano dal pubblico e da tutto ciò che può costituire motivo di distrazione e distur­bo. Quindi il giudice dopo aver fatto scio­gliere ti cane che dovrà restare immobile, get­terà in aria un fagiano abbattuto, accertandosi che il vane ne veda la caduta. Contempora­neamente verrà esplosa una fucilata in aria e quindi il cane dovrà essere comandato al ri­porto.
La prova del riporto a freddo dovrà essere sempre effettuata immediatamente dopo la conclusione di tutti i turni di ogni singola pro­va o batteria, ma prima degli eventuali turni suppletivi per l'assegnazione del CAC e del CACIT.
Lo stesso tipo di selvaggina sarà comunque impiegato per tutti cani sottoposti alla prova. Queste modalità del riporto a freddo valgono per le prove su selvaggina naturale. Prova di idoneità al riporto. La prova per il riconoscimento dell'idoneità al riporto sarà organizzata dall'Enci. L'Enci po­trà avvalersi della collaborazione di propri so­ci collettivi.
La prova sarà giudicata da due giudici abilita­ti al Cac e designati direttamente dall'Ente. Un soggetto per essere proclamato campione di lavoro, oltre ai certificati stabiliti dal rego­lamento dovrà aver conseguito una qualunque qualifica in prova a selvatico abbattuto ovve­ro l'idoneità al riporto. Il regolamento della prova di idoneità al ri­porto è il seguente:
 
1)       Riporto oltre la siepe o cespuglio fitto
 
Terreno cespugliato o campo diviso da una siepe, non troppo alta da impedire la visuale del cane.
Dietro la siepe o cespugliato un aiutante con un fagiano vivo. Al di qua della siepe il con­duttore con il cane e lo sparatore. Viene lan­ciato in volo un fagiano, ucciso ed invitato il cane quale prova di recupero. Tale esercizio vale anche quale prova di recupero. Il cane, dopo aver ritrovato il fagiano, ed abboccato, deve tornare sollecito dal conduttore.
 
2) esercizio a freddo in campo aperto Cane sciolto al piede del conduttore.
 
 Il giudice allontanandosi dal cane getta il fa­giano il più lontano possibile in campo aper­to. Il cane a comando dovrà riportare solleci­tamente e correttamente al piede de! condut­tore.
L'idoneità al riporto viene conseguita dal ca­ne qualora abbia correttamente eseguito i due tipi di riporto. Dal 1° gennaio 1988 tutti i ca­ni per poter partecipare alle prove di caccia su selvaggina naturale, escluse le prove con sel­vatico abbattuto, dovranno dimostrare dì ave­re precedentemente riportato in una prova a selvatico abbattuto o di idoneità al riporto (ad eccezione dei soggetti che non abbiano supe­rato i 36 mesi).
 
ARI. 36 - Gli errori
 
II primo minuto - La mancata ferma su lepre Qualunque errore commesso dai cani nel pri­mo minuto del turno e del richiamo non com­porterà l'eliminazione- Fuori mano o rincorsa determineranno l'eliminazione solo se si pro­trarranno oltre lo scadere del primo minuto. Gli sfrulli ed il sorpasso del selvatico nel cor­so del primo passaggio sotto vento, sia a sini­stra che a destra, non conteranno come errore. Gli errori, i difetti e le carenze che causano la eliminazione sono i seguenti:
1) Mancanza di iniziativa, deficienza o discontinuità dì azione.
2) Cerca disordinata o prevalentemente svol­ta a tergo del conduttore.
3) Stile non conforme alla razza.
4) Azione non conforme al tipo di prova.
5) Rimorchio e disturbo al compagno dì coppia.
6)Fuori mano.
7) Mancanza di fondo.
 
8)Rifiuto di consenso.
9)Sospetto insistente.
10)Dettaglio insistente.
11)F-ludere il selvatico.
12)Ferma non rigida.
13)Abbandono della ferma.
14)Più di tre ferme a vuoto.
15)Avvertire e forzare.
16)Rifiuto di guidare quando è in condi­zione di farlo,
17)Ricorsa a fondo del selvatico.
18)Canizza persistente.
19)Paura del colpo di fucile.
20)Mancalo riporto nelle prove in cui è ri­chiesto.
Spetta al Giudice di valutare obiettivamente la gravità di un errore compiuto da un cane, con­siderato le diverse circostanze che l'hanno provocato. Pertanto i seguenti errori e o difet­ti e o carenze possono anche causare la eliminazione:
1) Sfrullo.
2) Sorpasso o trascuro del selvatico valido perla prova.
3)Passaggio a tergo del conduttore.
4)Mancanza di immobilità a frullo e sparo.
5) Guidata stentata.
6)Consenso stentato.
7)Riporto difettoso.
In nessun caso ed in qualsiasi tipo di prova sarà penalizzarle la mancata ferma su lepre, comune o variabile.
 
 
ARI. 37 - Le qualifiche
 
Obbligo di ferma valida per i cani qualificati - 11 numero del­le ferme valide e loro riflesso sul giudizio -La prova sul colpo di fucile Ultimata la prova, la Giuria dovrà immediata­mente procedere alla qualifica ed alla classifi­ca dei concorrenti, assegnando i premi posti in palio. 11 primo posto in classifica non potrà es­sere assegnato ad un cane che abbia consegui­to una qualifica inferiore al M.B. Solo in tali casi il 1° posto verrà riservato. Le qualifiche verranno assegnate in base ai seguenti crìteri. Eccellente (Ecc.) a quel cane che abbia dimo­strato di possedere a! più alto grado tutte le do­ti di stile e le qualità naturali che caratterizza­no le razze da ferma in genere e quella cui esso appartiene in particolare. Inoltre il cane qualificalo eccellente non deve aver palesato difetti e non deve essere incorso in errori gra­vi, dimostrandosi soggetto di eccezione a ca­pace dì svolgere alla perle/ione il lavoro pre­scritto dallo standard.
Mitilo Buono (M.B.) a quel cane che ha com­piuto un ottimo lavoro dimostrando di posse­dere in notevole grado le doti e le qualità pe­culiari della razza. La qualifica M.B. va asse­gnata anche a quei soggetti che avrebbero me­ritato, per il lavoro svolto e per le doti poste in luce, la qualifica di eccellente ma che sono incorsi in errori tali da non poter conseguire la maggiore qualifica.
Buono (B) a quel cane che dimostri di posse­dere in buona misura i caratteri della razza e svolga un buon lavoro senza gravi errori o con lievi difetti.
Abbastanza Buono (A.B.) a quel cane che ri­sulta in possesso delle qualità naturali e tipi­che della propria razza e abbia svolto un one­sto lavoro tale da renderlo meritevole dì una segnalazione.
In ogni caso il Giudice non potrà assegnare la qualifica a quei soggetti che non hanno fer­mato il selvatico prescritto dal tipo di prova in corso.
Va tenuto presente che in qualsiasi prova il nu­mero dei selvatici trovali e fermati dal cane as­sume valore nella determinazione del giudizio in funzione del modo in cui le ferme sono sta­te ottenute, del comportamento del cane e del­le qualità evidenziate durante la prova. Tutti i cani qualificati, ove possibile, dovran­no essere provati allo sparo.
 
 ART. 38 - Cani eliminati, non qualificati e non idonei
 
II cane che ha commesso errori che hanno comportato la sua eliminazione verrà definito nella relazione del Giudice "Eliminalo». Il ca­ne che non sarà qualificabile per mancanza di incontro sarà definito «Non qualificato», 11 cane che in prova libera avrà fornito una pre­stazione sensibilmente carente rispetto alle ca­ratteristiche della prova verrà definito «Non ì-doneo» per quel tipo di prova. Un cane defi­nito «Non idoneo» per 3 volte consecutive per
un certo tipo di prova non potrà più disputare nell'anno quel tipo di prova. Sarà cura del Delegalo dell'Enei e del Comi­tato organizzatore trascrivere le suddette defi­nizioni su! libretto delle qualifiche.
 
 ART. 39 - II C.Q.N.
 
Il Cqn potrà essere dato soltanto a un cane che. essendosi aggiudicato almeno una ferma utile su selvatico prescritto ed avendo dato prova di grandi qualità naturali, abbia commesso erro­ri eliminatori di dressaggio. Oltre a ciò, per i cani delle razze continentali, il rilascio del Cqn è subordinato al supera­mento della prova di riporto, falla eccezione per le prove su beccaccini. In nessun tipo di prova è richiesto il riporto per l'assegnazione del Cqn a cani di razze inglesi. Anche per il rilascio del Cqn è necessario che i cani siano stati provati allo sparo.
 
ART. 40 -I Cac ed i Cacit
 
Per quanto si riferisce al rilascio del Cac, Ca­cit e relative Riserve si fa riferimento alle nor­me contenute dal Regolamento generale delle manifestazioni canine al Cap. 3° (Art. 19/20/21). Il Cac di norma può essere posto in palio nelle prove libere. E tuttavia consentita la disputa di tale certificato anche in prova gio­vani nelle prove su starne. A norma del regolamento della Fci, nelle pro­ve internazionali il Cacit è in palio se sono presenti almeno 6 cani e quando concorrono insieme maschi e femmine. I criteri di giudizio in base ai quali vengono ri­lasciati i Cacit sono identici a quelli in base ai quali vengono assegnati i Cac. talché, nelle prove internazionali, l'assegnazione del Cacit sarà effettuata contestualmente all'assegnazio­ne del Cac, fatta eccezionale per i casi in cui lo svolgimento della prova richieda la forma­zione di batterie.
 
ART. 41 - La proclamazione dei risultati -La relazione
 
La proclamazione dei risultati viene fatta al termine di ciascuna prova, mediante lettura delle classifiche, delle qualifiche e degli even­tuali certificati rilasciati dai Giudici i quali il­lustreranno anche sinteticamente l'andamento della prova sotto i! profilo tecnico.
 
 
 
 
 
ART. 42 - Prove a grande cerca su stame per cani di razze inglesi
 
Selvaggina valida:
- starne; il comportamento dei cani sulle altre specie di selvatico verrà considerato solo per valutare la correttezza ed il grado di addestra­mento.
 
I terreni:
- aperti, estesissimi, pianeggianti o a leggero
declivio.
 
I turni:
- sempre in coppia; turno di 15 minuti; 10 mi­nuti nelle edizioni estive.
 
Le prestazioni:
-  è pretesa andatura molto veloce e sostenuta,senza flessioni durante tutta la durata del tur­no; cerca intelligente e soprattutto estesissima ai lati del conduttore e di profondità adeguata.
-  II cane deve porre in evidenza stile di razza, massima iniziativa, avidità e coraggio pur re­stando in grado, in ogni istante, di rispondere ai richiami del conduttore.
-  Assume importanza fondamentale il lavoro di coppia, nello svolgere il quale, il cane do­vrà dimostrare la capacità di scambiare con re­golarità il terreno con l'altro concorrente.
-  E pretesa in ogni momento una perfetta ese­cuzione del miglior lavoro; la cerca, la ferma,il consenso devono essere tali da rivelare ap­pieno grandi qualità , potenza olfattiva, pron­tezza di riflessi, sicurezza e continuità d'azio­ne.
-  Il cane dovrà essere perfettamente corretto al frullo e allo sparo.
Criteri di giudizio:
- scopo delle prove a grande cerca è soprat­tutto quello di sottoporre al più severo collau­do i mezzi e le qualità dei soggetti in prova. Di conseguenza, i criteri di giudizio saranno i-spirati alla esigenza di individuare quei sog­getti che dimostrino di possedere al più atto grado le qualità naturali tipiche delle razze da ferma inglesi.
 
I Giudici:
la giuria di ciascuna prova e batteria sarà sem­pre plurima, formata da almeno tre Giudici di prove su starne. Per l'assegnazione del Cacit nelle prove internazionali è necessario che la giuria allo scopo riunita sìa composta da almeno tre Giudici abilitati al rilascio del Cacit. Nel caso quindi di prove internazionali svolte con la formazione di batterie, sarà sufficiente che ciascuna batteria sia giudicala da tre Giu­dici di prove su starne, dì cui uno solo abilita­to al rilascio del Cacit. Il turno supplementare per l'eventuale assegnazione del Cacit dovrà invece essere giudicalo da almeno tre Giudici, tutti abilitati al rilascio del Cacit.
 
ART. 43 - Prove classiche su stame per ca­ni di razze inglesi.
 
 Selvaggina valida:
- stame; il comportamento dei cani sulle spe­cie di selvatico verrà considerato solo per va­lutare la correttezza ed il grado di addestra­mento.
 
I  terreni:
- aperti, estesi, pianeggianti o a leggero decli­vio.
 
I turni:
-  sempre in coppia; turno di 15 minuti;

-  Le prestazioni:
-  è pretesa andatura veloce e sostenuta; è con­sentita una andatura inferiore a quella pre­scritta per le prove a grande cerca sempre però nello stile tipico della razza.
-  La cerca deve essere comunque tale, per ogni concorrente, da garantire una efficace e completa  esplorazione  del   terreno  sia  in profondità che ai lati del conduttore, e deve es­sere svolta con metodo e regolarità. Non sono ammesse cerche disordinate o sviluppantesi
troppo o solo In profondità, tali comunque da lasciare inesplorata una parte del terreno da battere.
Il cane deve dimostrare la passione e l'intelli­genza necessarie per compiere il lavoro affi­datogli, deve risultare infine bene in mano a! conduttore, docile e ubbidiente ai suoi richia­mi.
 -I giudici dovranno tenere in principale evi­denza lo stile di razza e le qualità naturali, sen­za tuttavia mai trascurare quelle acquisite; co­munque per poter essere soddisfatto e qualifi­cato un cane dovrà aver fermato almeno una volta le starne.
 - Il cane dovrà essere perfettamente corretto al frullo e allo sparo.
 
Criteri di giudizio:
 
- scopo delle prove classiche è soprattuttoquello di valutare la rispondenza al tipo dei mezzi e delle qualità dei soggetti in prova. Di conseguenza i criteri di giudizio saranno ispi­rati alla esigenza di individuazione quei sog­getti che dimostrino di possedere al più alto grado le doti e le qualità naturali tipiche delle razze da ferma inglesi.
 
I giudici:
La giuria di ciascuna prova a batteria sarà al­meno plurima, formata da almeno un giudice di prove su starne e due giudici di caccia. Per l'assegnazione del Cacit nelle prove inter­nazionali è necessario che la giuria allo scopo riunita sia composta da almeno tre giudici abilitati al rilascio del Cacit. Nel caso quindi di prove internazionali svolte con la formazione di batterie, sarà sufficiente che nella giuria di cìascun batteria vi sia al­meno un giudice abilitato al rilascio del Cacit. Il turno supplementare per l'eventuale asse­gnazione del Cacit dovrà invece essere giudi­cato da tre giudici, tutti abilitati al rilascio del Cacit.
 
ART. 44 - Prove di caccia su starne per ca­ni di razze inglesi e Prove di caccia su tut­ta la selvaggina naturale per cani di razze inglesi con o senza selvatico abbattuto.
 
 I due tipi di prove di cui sopra vengono trat­tati in un unico articolo in quanto, fatta ecce­zione per la selvaggina oggetto delle prove, es­se si svolgono secondo identìche modalità ed identici criteri di giudizio. Anche le prove in cui è previsto l'abbattimen­to del selvatico sono disciplinate dalle mede­sime norme che variano solo per quanto ri­guarda il lavoro dopo lo sparo nei termini de­scritti dall'ari. 35. Selvaggina valida:
- ovviamente la starna è l'unica selvaggina va­lida nelle prove di caccia su starne: in queste prove il comportamento dei cani sulle altre specie di selvaggina verrà considerato solo per valutare la correttezza ed il grado di addestra­mento.
 
- Tutta la selvaggina tradizionalmente caccia­ta col cane da ferma, stanziale e migratoria,sarà invece la selvaggina valida per le prove di caccia su tutta la selvaggina naturale.
Non sarà mai idonea la selvaggina di recente
immissione.
 
I terreni:
 
-  I terreni devono essere idonei all'esercizio della caccia con cani di razze inglesi da ferma.
- Iturni:
-  in coppia; primo turno di 15 minuti.
Le prestazioni:
-  cerca intelligente ordinata e tale da garanti­re una efficace esplorazione del terreno.
-  Stile tipico della razza a cui il cane appar­tiene.
-  Andatura tipica della razza, più o meno ve­loce a seconda della natura del terreno.
-  Nel lavoro di coppia il cane dovrà dimostrare la capacità di scambiare con regolarità il ter­reno con l'altro concorrente.
-  Il cane dovrà sempre mantenere il contatto col conduttore, dimostrandosi ubbidiente ai ri­chiami di questi, sempre pronto ad indirizzare la propria ricerca nella direzione indicategli,
Un cane non collegato dovrà essere penaliz­zato.
-  Ferma solida, decisa, espressiva.
-  Consenso spontaneo; tollerato quello a co­mando purchè immediatamente eseguito.                                                                                            
-  Correttezza al frullo e allo sparo.
-  I cani qualificabili dovranno sempre essere sottoposti alla prova di riporto secondo le nor­me descritte nell'alt. 35.
Criteri di giudizio:
- l'aderenza allo stile tipico della razza ed il rendimento delle azioni ai fini venatori sono i criteri fondamentali in base ai quali i cani ver­ranno giudicati.
I  Giudici:
per le prove nazionali è necessario un solo Giudice abilitato dall'Enci al tipo di prova, ov­vero un «Giudice di prove su starne» a secon­da che si tratti di una «Prova di caccia su star­ne» oppure di una «Prova di caccia su tutta la selvaggina naturale».
Il Giudice sarà sempre coadiuvato da un Assistente, possibilmente scelto fra gli Aspiranti Giudici, ovvero coloro che hanno superato con esito favorevole l'esame teorico a Giudice di prove per cani da ferma, nelle Prove di caccia su starne, l'Assistente Giudice potrà essere scelto fra i «Giudici di prove di caccia». Per le prove internazionali la Giuria per l'as­segnazione del Cacit, deve essere sempre composta da tre Giudici abilitati al rilascio del Cacit.
 
ART. 45 - Prove di caccia su starne per ca­ni di razze continentali e Prove di caccia su tutta la selvaggina naturale per cani di raz­ze continentali con o senza selvatico abbat­tuto
I due tipi di prove di cui sopra vengono trat­tati in un unico articolo in quanto, fatta ecce­zione per la selvaggina oggetto delle prove, es­se si svolgono secondo identiche modalità ed identici criteri di giudizio. Anche le prove in cui è previsto l'abbattimen­to del selvatico sono disciplinale dalle mede­sime norme che variano solo per quanto ri­guarda il lavoro dopo lo sparo nei termini de­scritti dal'art. 35.
 Selvaggina valida:
-  ovviamente la starna è l'unica selvaggina va­lida nelle prove di caccia su starne; in queste prove il comportamento dei cani sulle altre specie di selvaggina verrà considerato solo per
valutare la correttezza ed il grado di addestra­mento.
-  Tutta la selvaggina tradizionalmente caccia­ta col cane da ferma, stanziale o migratoria,sarà invece la selvaggina valida per le prove di caccia su tutta la selvaggina naturale.
-  Non sarà mai idonea la selvaggina di recen­te immissione.
I  terreni:
- tali da consentire al Giudice di poter age­volmente seguire il lavoro svolto dai cani. Ter­reni ideali saranno quelli in cui i campi uniformi e spaziosi sono intervallati da zone con spazi più ristretti e più coperti di vegeta­zione così da poter mettere in luce la capacità ad adottare la loro azione alle condizioni am­bientali più disparate.
I turni:
- primo turno sarà di 15 minuti ed il cane concorrerà a singolo. L'eventuale turno di ri­chiamo sarà ancora a singolo e la sua durata sarà a discrezione del Giudice.
 
 Le prestazioni:
-  l'andatura dovrà sempre essere quella previ­sta dagli standard di razza nelle varie fasi del lavoro. Sono tollerate temporaneamente alte­razioni motivate da singoli stimoli contingen­ti.
-  La velocità deve essere in funzione del ter­ritorio, della densità e del comportamento del selvatico, e dovrà essere prontamente adegua­ta al mutare delle condizioni sopraesposte.
-  La cerca deve essere tale da garantire la ef­ficace esplorazione del terreno.
-  Il consenso sarà spontaneo; sarà tollerato quello a comando, purché prontamente ese­guito.
-  Il collegamento sarà costante, il cane sarà ubbidiente ai richiami del conduttore e pronto ad indirizzare la propria cerca nella direzione indicatagli.
-  E richiesta la correttezza al frullo ed allo spa­ro.
-  Il riporto verrà eseguito correttamente e spe­ditamente, così come si conviene ai cani ap­partenenti a razze in cui il riporto è qualità na­turale.
Criteri di Giudizio:
primaria importanza verrà attribuita alla di­mostrazione di impegno ed efficienza nella cerca, alle qualità olfattive, a tutte le qualità naturali - fra le quali naturalmente quelle sti­listiche - ed al collegamento. I Giudici: vedi Art. 44
ART. 46 - Prove di caccia su beccaccini
 Selvaggina valida:
- esclusivamente il beccaccino. Il comporta­mento dei cani sulle altre specie di selvaggina
(frullino compreso) verr
à considerato solo per valutare la correttezza ed il grado di addestra­mento.
I terreni:
- marcita o risaia o comunque in terreni ido­nei alla caccia con il cane da ferma.
I turni:
-i cani concorreranno sempre in turni a singolo. Il primo turno sarà di 15 minuti.
Le prestazioni'.
-  il cane sarà libero di svolgere la cerca con la massima autonomia nel modo che esso riterrà più opportuno, purché esso risulti sempre ef­ficace e redditizio e non venga trascurato al­cun beccaccino stazionante sul terreno asse­gnato al concorrente.
-  I cani non vengono sottoposti alla prova di riporto.
-  Per tutti gli altri aspetti delle prestazioni, es­se sono riconosciuti a quanto previsto per le prove di caccia (vedere art. 44 e 45).
I criteri di giudizio:
trattandosi di prove in ambienti e su selvaggi­na particolare, il giudice dovrà tenere al mas­simo conto la speciale attitudine e l'esperien­za del cane per la specifica selvaggina. Oltre a ciò valgono i criteri enunciati per le prove di caccia (ari. 44 e 45).
I Giudici:
è necessario un solo Giudice di prove di cac­cia, sempre affiancato da un Assistente possi­bilmente scelto fra gli aspiranti giudici, ovve­ro coloro che hanno superato con esito favo­revole l'esame teorico a giudice di prove per cani da ferma.
 
ART. 47 - Prove di caccia su selvaggina di montagna
Selvaggina valida:
- coturnice, pernice bianca, gallo forcelle, gal­lo cedrone, francolino, starna, lepre variabile.
-I punti presi su altra specie di selvaggina val­gono solo ai fini della valutazione della cor­rettezza.
I terreni:
- caratterizzati dagli habitat specifici di una o più specie di selvatico sopra specificate che ne devono costituire la fauna prevalente.
I turni:
La durata del turno è a discrezione del Giudi­ce; sarà comunque non inferiore ai 15 minuti.
- razze inglesi: per i cani di razze inglesi i tur­ni saranno in coppia solo se la prova si svol­ge in terreni in cui i due cani possono effetti­vamente scambiarsi regolarmente il terreno durante la cerca. In caso contrario la prova si svolgerà con turni a singolo.
 
Gli organizzatori dovranno precisare nel pro­gramma se la prova si svolgerà in coppie o a singolo.
- razze continentali: i cani di razze continen­tali concorrono sempre a singolo.
Le prestazioni:
-  la cerca del cane dovrà adattarsi necessaria­mente alla speciale natura ed alla configura­zione del terreno da esplorare; l'esperienza su come affrontare il terreno, adeguandosi il per­corso, e su dove cercare il selvatico è un fon­damentale requisito del lavoro da svolgere nel­
le prove di montagna.
-  La resistenza è una delle qualità essenziali da richiedere in queste prove: il cane dovrà mantenere una azione attiva e continua per tut­ta la durata del turno, senza mostrare segni pa­lesi di affaticamento.
-  L'autonomia della cerca è dote precipua,purché non degeneri in indipendenza incon­trollata.
-  Oltre a ciò le prestazioni richieste sono quel­le prescritte per le prove di caccia (Art. 44 e 45).
Criteri di giudizio:
sono riconduciteli a quelli delle prove di cac­cia (Ari. 44 e 45).
Tuttavia, trattandosi di prove che si svolgono in condizioni ambientali diverse e su selvatici particolari, il criterio di giudizio dovrà neces­sariamente adeguarsi a tali speciali situazioni.
IGiudici:
Almeno tre Giudici di prove di caccia
 
 ART. 48 - Prove di caccia su beccacce
 
Selvaggina valida:
esclusivamente la beccaccia. Il comportamen­to dei cani sulle altre specie di selvaggina verrà considerato solo per valutare la corret­tezza ed il grado di addestramento.
 I terreni
Caratterizzati dallo specifico habitat della bec­caccia.
 I turni
I cani correranno sempre in turni a singolo. La durata del turno è a discrezione del giudi­ce, non sarà comunque inferiore ai 15 minuti. Ai cani può essere applicato il campano da bo­sco.
 
Le prestazioni
La cerca del cane dovrà adattarsi necessaria­mente alla speciale natura e alla configurazio­ne del terreno da esplorare. L'esperienza su come affrontare i! terreno a-deguandovi il percorso e su dove cercare il selvatico è un fondamentale requisito del la­voro del cane da beccacce. L'autonomia della cerca è doie precipua purché non degeneri in indipendenza incontrollala. Svolgendosi la cerca in terreni solitamente coperti e boscosi assume particolare valore il collegamento del cane con il proprio conduttore e la cerca do­vrà consentire una esplorazione metodica. Il riporto su selvatico abbattuto è punto di meri­to.
Oltre a ciò le prestazioni richieste sono quelle prescrìtte per le prove dì caccia (art. 44 e 45).
 
Criteri di giudìzio
Trattandosi di prove in ambienti e su selvag­gina particolare dovrà tenere nel prossimo conto le speciali attitudini e l'esperienza del cane per la specifica selvaggina.
 
I giudici
Almeno 2 giudici di prova di caccia .
 
ART. 49 - Derby nazionale dei cani da fer­ma
E organizzato dall'Enci ogni anno in prima­vera e vi partecipano i cani di allevamento i-taliano, nati dopo il 1 ° gennaio del secondo an­no antecedente la prova. È costituito da 3 pro­ve ovvero: una per continentali italiani, una per continentali esteri e una per pointers e set-ters, sempre dotate di Cac. Il Derby si svolge unicamente su slarne ed è considerato una «a grande cerca» per i cani di razze inglesi ed u-na «prova di caccia su starne» per i cani di raz­ze continentali (vedere Art. 42 e 45). Ciascun cane può partecipare una sola volta al Derby.
Selvaggina valida:
-  le starne.
I terreni:
-  vedi Art. 42 e 45.
I turni:
-  il primo turno è a singolo e dura 10 minuti. L'eventuale richiamo è sempre a singolo per il tempo stabilito dal Giudice. I cani qualifi­cabili in base al lavoro svolto nel primo turno ed eventuale richiamo, saranno sottoposti ad un turno in coppia la cui durata è a discrezio­ne del Giudice.
- La formazione delle coppie è pure stabilita dal Giudice,
Le prestazioni:
- il Derby serve soprattutto a porre in eviden­za le qualità naturali dei giovani cani che vi prendono parte; con questa premessa le pre­stazioni sono quelle illustrate in questa voce
degli Art. 42 e 45 rispettivamente per i cani di razze inglesi e per quelli di razze continenta­li.
I criteri di giudizio:
I giudici attribuiranno importanza soprattutto alle qualità naturali, con particolare riguardo all'iniziativa di cui i giovani cani sono in pos­sesso ed alle qualità che determinano la «nota del concorso». In contrapposto una ponderata longanimità dovrà essere adottata nel valutare le deficienze dì dressaggio e di correttezza. Con questa premessa i criteri dì giudizio si ri­fanno a quanto illustrato sotto questa voce agli Art. 42 e 45 rispettivamente per i cani dì razze inglesi e per quelli di razze continenta­li.
I giudici:
è necessario un Giudice di prove su starne; il Giudice dovrà essere affiancato da due Assi­stenti.
 
ART. 50 - Prove su quaglie di cattura
 
 Selvaggina valida:
-  quaglie selvatiche catturate; non è consentito l'impiego di quaglie di allevamento,
-  Il Delegato dell'Enci controllerà che le qua­glie siano effettivamente di cattura e che esse siano in grado di volare regolarmente.
-  La immissione delle quaglie sul terreno di prova verrà ordinata e controllata dal Giudice;  questi curerà che sia riservato a tutti i concor­renti un trattamento uguale e che le quaglie siano ben distribuite in tutto il campo utile.
I terreni:
- pianeggianti o solo leggermene ondulati, di configurazione adatta per il regolare svolgi­mento della prova, di almeno 15 ettari, senza alcun ostacolo intermedio che ne limiti la completa utilizzazione; tinto ben coperto di vegetazione la quale tuttavia non deve mai ri­sultare né troppo alta né troppo fitta. Un pra­to artificiale o naturale oppure una stoppia in cui sia stato seminato una foreggera non an­cora troppo sviluppata, constituiscono la ve­getazione idonea. L'Enci, prima di concedere il proprio riconoscimento ufficiale può richie­dere la planimetria del campo con l'indicazio­ne delle culture che fossero in atto alla data della manifestazione.
- Quando l'ampiezza del terreno lo consente,o quando siano disponibili più appezzamenti
idonei potranno svolgersi anche più prove contemporaneamente a condizione che la di­slocazione dei campì sia tale che le prove non si disturbino vicendevolmente.
Iturni:
-  i cani concorrono sempre in coppia e il tur­no dovrà avere la durata di IO minuti.
-  Un cane che alla fine di tale turno non avesse incontrato e fermato neppure una delle quaglie
deposte sul terreno non verrà più richiamato.Le coppie dei completamenti saranno formate
dai Giudici.
Le prestazioni:
-  razze inglesi:
-  richiesta un'andatura veloce e sostenuta, la cerca deve essere bene aperta ai lati di giusta profondità e molto ordinata e tale da garantire una efficace esplorazione del terreno.
-  Il cane deve porre in evidenza massima ini­ziativa, avidità e coraggio pur restando in gra­do, in ogni istante, di rispondere ai richiami del conduttore.
-  Assume importanza fondamentale il lavoro di coppia, nello svolgere il quale, il cane dovrà dimostrare la capacità di scambiare con re­golarità il terreno con l'altro concorrente.
-  È pretesa in ogni momento una perfetta ese­cuzione del lavoro nel miglior stile di razza.
 -La cerca, la ferma e il consenso spontaneo de­vono essere tali da rilevare appieno eccellenti qualità naturali, potenza olfattiva, prontezza di riflessi, sicurezza e continuità d'azione.
-  Il cane deve dimostrarsi perfettamente cor­retto al frullo e allo sparo.
-  razze continentali:
-  vedi Art. 45.
 
I criteri di giudizio:
-  massima importanza va attribuita allo stile della razza, alla potenza dell'olfatto, alla faci­
lit
à di incontro, alle regolarità della cerca, al­la perfezione del dressaggio.
-  Nel valutare gli errori compiuti dai concor­renti i Giudici dovranno considerare con mag­giore indulgenza le ferme a vuoto tenendo pre­sente che nel campo esistono numerose ema­nazioni lasciate da quaglie usale per i turni precedenti.
IGiudici:
è necessario un Giudice di prove su starne, coadiuvato da un Giudice di prove di caccia o da un Aspirante Giudice, intendendosi coloro che hanno superato con esito favorevole l'e­same teorico a Giudice di prove per cani da ferma.
ART. 51 - Gare attitudinali su quaglie libe­rate
 I cani concorrono in:
-  gare per continentali italiani;
-  gare per continentali italiani ed esteri;
-  gare per setters;
-  gare per pointers;
pointers e setters possono anche concorrere in una gara mista.
Le regole che regolano queste gare costitui­scono parziale deroga a quanto stabilito in al­cuni articoli del presente Regolamento e pre­cisamente:
-  anche nelle gare nazionali non è consentito assegnare il Cac (deroga ad Art. 3); parimenti non si possono rilasciare i Cqn (deroga ad Art. 19 e 39).
-  Per partecipare a queste gare non è necessa­rio che il concorrente sia munito di libretto delle qualifiche (deroga ad Art. 14).
-  Le iscrizioni dei concorrenti possono avve­nire sul campo (deroga ad Art. 8 e 9).
Gli organizzatori non sono tutti tenuti a re­digere e pubblicare a stampa il programma delle prove (deroga ad Art. 7) e sarà suffi­ciente redigere l'elenco dei cani concorrenti suddivisi nelle rispettive prove, con l'indica­zione del nome del proprietario e del condut­tore.
Copia di tale elenco dovrà essere inviato all'Enci (e ciò a parziale modifica di quanto stabilito all'Ari. 12).
-  Da ultimo saranno abilitati a giudicare an­che gli Aspiranti Giudici, ovvero coloro che hanno superato con esito favorevole l'esame teorico a Giudice di prove per cani da ferma.
Selvaggina valida:
-  quaglie il cui comportamento, sia sul terre­no che in volo, sia idoneo alla valutazione del lavoro del cane da ferma.
I  terreni:
- pianeggianti o leggermente ondulati. Confi­gurazione adatta ed ampiezza sufficiente (al­meno 5 ettari) per il regolare svolgimento del­la prova. Ben coperti da vegetazione né trop­po alta né troppo fitta; sono ideali un prato ar­tificiale o naturale, una stoppia o una bassa
brughiera.
I turni:
- in coppia. La durata del turno sarà almeno 10 minuti. Non è consentito richiamare il ca­ne che non abbia incontrato.
Le prestazioni:
-  è richiesto un lavoro tipico, conforme cioè alle caratteristiche della razza.
-  Cerca incrociata, quantomeno ordinata e che consenta la totale e razionale esplorazione del terreno.
-  Ferma solida ed espressiva.
-  Consenso spontaneo; tollerato a comando.
I cr
ìteri di giudìzio:
Il   Giudice pur tenendo nel dovuto conto la ti­picità del lavoro svolto, dovrà rifarsi ai con­cetti essenziali della caccia e valutare le azio­ni compiute dai cani in relazione al rendimen­to che da esse ne sarebbe derivato al cacciato­re.
I Giudici:
è necessario un Giudice di prove su starne op­pure un Giudice di prove di caccia. Possono giudicare queste gare anche gli aspiranti Giu­dici compresi nell'elenco tenuto dall'Enei che abbiano superato l'esame teorico.
 
ART. 52 -Le prove giovani .
Sono prove riservate ai cani di età non supe­riore ai trenta mesi e possono essere disputate in tutte le prove su starne, su beccaccini ed in quelle su quaglie di cattura. Le norme che re­golano lo svolgimento delle «prove giovani» sono pertanto quelle dì cui agli Ari. 42 (gran­de cerca), 43 (classiche su starne per cani di razze inglesi), 44 (di caccia su starne per cani di razze inglesi), 45 (di caccia su starne per ca­ni di razze continentali), 46 (di caccia su bec­caccini) e 50 (su quaglie di cattura).
 Le prestazioni:
- le prove giovani devono porre in evidenza soprattutto le qualità naturali dei giovani cani;con questa premessa, le prestazioni richieste sono quelle previste dai sopracitati articoli per i rispettivi tipi di prove.
Crìteri di giudizio:
- per quanto riguarda i criteri di giudizio, si dovrà attribuire particolare importanza alle qualità naturali e soprattutto all'iniziativa dei giovani cani ed alle qualità che determinano la nota del concorso. In contrapposto, una pon­derata longanimità dovrà essere adottata nel
valutare le deficienze di dressaggio e di cor­rettezza. Con questa premessa, i criteri di giu­dizio si rifanno a quanto illustrato sotto questa voce negli articoli  sopracitati per i rispettivi ti­pi di prove.
Le Oaks
Sono prove «Classiche su starne per i cani di razza inglese» e «Prove di caccia su starne per i cani di razza continentali» riservate alle sole femmine di regola organizzate dall'Enci in primavera su coppie di starne oppure ìn au­tunno su branchi. A queste prove possono par­tecipare anche le cagne in periodo di estro. Le norme che regolano lo svolgimento dì que­ste prove sono quelle di cui agli articoli 43 e 45 rispettivamente per i cani di razze inglesi e per quelli razze continentali.
Crìierì di giudizio:
Scopo di queste prove è quello di facilitare l'affermazione delle cagne maggiormente do­tate per stile e qualità naturali in un confronto dal quale sono esclusi i maschi. I criteri di giudizio mireranno pertanto a pre­miare soprattutto le qualità naturali, fra le qua­li soprattutto lo stile e l'equilibrio venatorio.
 
 
 
 

Regolamento delle Prove di lavoro per cani da seguita

LEPRE

A)    NORME GENERALI
 
1) Le prove possono aver luogo in qualsiasi stagione dell'anno, a condizione che il terreno non sia, tutto o in parte, coperto di neve.
2) II terreno ideale per la prova dei segugi, tanto in pianura, come in collina o in montagna,e il terreno della libera caccia perché, specie in periodo di caccia chiusa, le lepri sono pre­senti in un numero equilibrato. Anche le aziende faunistiche, le zone di ripopolamento
possono offrire un ottimo terreno quando la le­pre non è in numero eccessivo e quando è ga­rantita la presenza di altri mammiferi.
3) Possono concorrere alle prove segugi ita­liani od esteri iscritti ai libri genealogici rico­nosciuti. Potranno tuttavia essere ammessi, e vi parteciperanno sub condizione, anche cani con ìn corso l'iscrizione al LIR.
4) Le prove dei segugi da lepre sono riservate alle sole classi di coppia e di mula. È consi­derata mula l'associazione di almeno 4 segu­gi.
5) Salvo diversa indicazione del programma è ammessa l'associazione di più proprietari per la formazione di una coppia o di una mula. Un cane potrà figurare contemporaneamente nel­la stessa prova solamente per una volta sia in classe di coppia che di muta.
6) La coppia deve essere condotta da un solo canettiere, mentre la muta potrà essere con­dotta anche da due canettieri.
7) I canettieri potranno assistere i cani e spro­narli sia nella ricerca come nella seguita. E as­solutamente vietato ai conduttori, durante lo svolgimento della prova, di domandare o di ri­cevere qualsiasi informazione da estranei. Chi lo facesse sarebbe immediatamente escluso dalla prova insieme alla propria muta, e po­trebbe essere deferito all'Enci per ulteriori e più gravosi sanzioni. Il giudice ha la facoltà di eliminare dalla prova quel canettiere che durante il proprio turno incita smodatamcntc i cani.
8) Ogni proprieiario è responsabile dei propri cani.
9)Non potranno prerentoriamente essere as­segnate qualifiche a coppie o mute che non hanno scovato.
 
B) SCOPO DELLE PROVE CRITERI DI GIUDIZIO
 
1) Lo scopo principale delle prove è quello di evidenziare le doti venatorie dei segugi per giungere ad un miglioramento quantitativo della razza. Esse hanno inoltre la finalità di educare il segugista alle forme più classiche della caccia alla seguila.
Dal punto di vista esclusivamente cinofilo, lo scopo delle prove per la qualificazione dei se­gugi da lepre è quello di accertare le doti ve­natorie dei singoli cani, per giungere, attra­verso la valutazione delle specializzazioni in­dividuali, ad esprimere un giudizio concreto e globale sul lavoro d'insieme della coppia o della muta;
 
2)La muta non è un coacervo costituito da un'improvvisata accozzaglia di cani, e tantomeno una unione di soggetti mediocri sotto­messi a un grande cane, ma è il risultato di una accurata ed oculata selezione di soggetti per intelligenza, per finezza l'olfatto, per caratte­ristiche di razza, per sagacia, per spirito di col­leganza e di collaborazione, per ubbidienza,per metodo di lavoro, per omogeneità di sta­tura, per presenza fisica, per uniformità di an­datura e per armonia di voci. La coppia è ov­vio, sarà composta da un segugio fedele alla
traccia e uno di grande iniziativa con marcata attitudine allo scovo. Nella muta dovranno es­sere presenti, in numero equilibrato, segugi fe­deli alla passata e alla traccia e di iniziativa.
Ma poiché è assai difficile avere buoni segugi dotati di molte e diverse qualità perché ogni soggetto tende ad avvalersi della dote qualita­tiva in esso predominante, nella formazione di una buona muta si ricorre a più specialisti, cioè cani che abbiano attitudini molto spiccate e gusti molto marcati per questo o quel lavoro o per un tale metodo di lavorare.
I principali specialisti che il giudice è chiamat0 ad individuare sono:
a)    IL CANE DI TESTA O GUIDAIOLO. È un soggetto in cui madre natura si è compia­ciuta di esaltare, in armonico equilibrio, tutte le doti qualitative: psichiche, fisiche e fisiologiche. E un ausiliario rapissimo. Nella muta non ce ne può essere che uno solo e, per quan­to prezioso, non è indispensabile.
b) IL MARCATORE (cane di centro puro o centro avanzato). Fonda il suo metodo di la­voro esclusivamente sulla finezza dell'olfatto.E un soggetto avvinto alla caccia. E impor­tarne a condizione che sia superlativamente af­fiatato al compagno o ai compagni di muta.
e) L'ACCOSTATORE.
È un soggetto rapido e spigliato nel defilare l'intricata passata not­turna della lepre; fonda il suo lavoro sull'in­telligenza.
d)GLI SCOVATORI (boschettatori e mac­chiaroli). Hanno attitudine a risolvere d'ini­ziativa il fallo delle doppie. In una buona mu­ta ne dovrebbero figurare almeno due: uno specializzato a scovare al folto e uno al puli­to.
e) L'INSEGUITORE. Soggetto prestante, di fine olfatto, sicuro con attitudine di rimettitore, cioè di cane sagace capace di risolvere bril­lantemente i falli della seguita e quindi a ri­scovare la fuggitiva. E un soggetto impetuoso ma nello stesso tempo capace di controllare il proprio ardore.
Il    rapporto di affiatamento e di collaborazione tra "cane di testa" e gli "specialisti" e questi tra di loro ed il "cane di lesta", nonché la sot­tomissione al canottiere, che dovrà dimostrare di tener sempre in mano la coppia o la muta,offriranno al Giudice l'Indice di Coesione che,dopo l'intelligenza, è l'elemento più impor­tante del giudizio.
Allo scopo di facilitare l'opera del Giudice, nella muta, i soggetti che devono essere parti­colarmente osservati potranno essere contras­segnati con collari di diverso colore.
 
3) Nel giudicare l'addestramento non dovrà esser data soverchia importanza al rispetto del­la selvaggina uccisa e alla ubbidienza passiva della coppia o della muta. È da considerarsi invece un difetto grave quando la coppia o la muta, o i singoli com­ponenti delle stessa, non siano in mano al con­duttore, o quando lo stesso dimostri impoten­za a guidarli.
 
4) II giudice nella sua vantazione dovrà an­cora tener conto delle caratteristiche di lavoro della razza da seguita alla quale i cani appar­tengono, apprezzando la loro azione nelle 4 fa­si della cacciata e cioè:
a)attività, intelligenza e sagacia nella ricerca della passata notturna della lepre;
b) rapidità e metodicità dell'accostamento;
c) attitudine e sicurezza nello scovo;
d) facilità, velocità e durata della seguita e spi­gliatezza e certezza nella soluzione dei falli.
 
5) II Giudice ancora dovrà considerare nellacerca:
a)  il punto d'attacco della passala notturna;
b)se la lepre scovata è un leprotto, o una fem­mina o un maschio;
c) il comportamento della coppia e della mu­ta nella soluzione dei falli della passata nella fase di accostamento e della traccia nella fase della seguita. E tollerato che qualche cane la­vori sui fianchi della muta e si spinga in a-vanti, purché dimostri di non perdere il con­tatto e continui ad essere affiatato con la stes­sa;
d)se il metodo e lo stile di cerca e di seguita è quello speciale del segugio;
e) l'attitudine allo scovo che nella misura co­me natura li ha dotati deve essere, in rapporto alla specialità, saliente nei due componenti ed in tutti i componenti la muta;
f)la sicurezza della seguita alla quale, sempre secondo l'attitudine, devono attivamente par­tecipare, con un apporto originale e indivi­duale, tutti i soggetti.
 
6)II Giudice inoltre dovrà tener presente:
a)le condizioni del terreno, del clima e dell'o­ra in cui ha luogo la prova;
b)le particolari difficoltà che eventualmente presentassero i terreni attraversati dai cani du­rante la prova.
 
7)Oltre all'andamento globale della cacciata, il cui esito felice potrebbe anche dipendere da
facili condizioni o da fortuna, il Giudice, do­vrà badare che nella coppia siano accostati un cane fedele alla traccia e uno d'iniziativa e che nella muta tutti gli specialisti siano rappresen­tati e svolgano tutti un proficuo lavoro nelle varie fasi della prova.
8) In rapporto alla natura del terreno, del bo­sco, più o meno folto, o del tipo di macchia, il Giudice potrà avvalersi di uno o più collabo­ratori, scelti possibilmente fra gli aspiranti giudici, questi avranno il compilo di collabo-rare, senza influenzarlo, alla formulazione fi­nale del giudizio, limitandosi a rispondere con esattezza alle domande del giudice.
9) È in facoltà del Comitato Organizzatore,sentito il parere del Delegato dell'Enei e del Giudice, di rimandare la prova per le condi­zioni avverse del clima e del suolo.
10)Perduta la traccia e non riannodandola, la muta o la coppia dovrà essere richiamata e fer­mata. È facoltà del Giudice stabilire la durata del lavoro nel fallo. Se non intervengono difetti di squalifica nel lavoro della coppia e della muta la prova non dovrà avere un tempo inferiore a 30minuti. Comunque la durata delta prova è sempre determinata dal Giudice.

C) PUNTI  DI  MERITO 
INTELLIGENZA  E’lafacoltà che fa il cane saggio e perspicace,capace di avanzare sulla passata o sulla traccia con certezza,distin­guendolo in tutte le sue sfumature     p.10x3=30
INDICE  DI  COESIONE(spirito di collegan­za-maneggevolezza)                                                                                                                                                                                  p.10x2=20
ATTIVITÀ’  E  ACCORTEZZA   nellaricercadella passata notturna; rapida iniziativa e spi­
gliatezzanell'accostare                                                                                               p.10x1=10
ATTITUDINE  ED   INIZIATIVA  alla  soluzio­ne dei falli dell'accostamento, dello scovo e della seguita                                                                                                               p.10x1=10
Doti fisiche:
a)  Omogeneità                                                                                                                                                                                                                                                                        p. 10x2=20
b) Conformazione/comportamento (*) (**)                                                                                                                                                                                                                       p. 10x3=30
(*) Valutazione del soggetto da fermo. (**) Valutazione del soggetto in movimento.
N.B. La valutazione complessiva è data dalla inedia delle due vantazioni.
 
Doti Psichiche:
a) Passione, temperamento, disciplina                                                                                                                                                                                                                              p. 10x1=10
bTimbro e tono della voce                                                                                                                                                                                                                                                   p. 10x3=30
 
Doti fisiologiche:
a)Olfatto                                                                                                                                                                                                                                                                                 p. 10x2=20
b)Fondo                                                                                                                                                                                                                                                                                  p.10x2=20

Totale punti di merito                                                                                                                                                                                                                                                               200
 
 
D)PUNTI DI DEMERITO
-  Attaccare la passata notturna di animali dell'ordine degli ungulati, dei canidi e fra i ro­ditori del coniglio selvatico.
-  Celare la passata notturna per lungo tempo.
-  Dare la voce senza ragione.
-  Troppa persistenza nella pastura.
-  Tendenza a imballare la muta o a sbandarla nella fase della seguita e altro.
 
Totale punti di demerito         30
I 30 punti di demerito possono essere frazio­nati sulle cinque voci come pure, a discrezio­ne del giudice, possono essere attribuiti anche ad una sola voce.
 
E)DIFETTI GRAVISSIMI - SQUALIFICA
Non segnare vocalmente la traccia. Prendere la traccia alla rovescia (rebuffare).
Abbandono della traccia senza ragione.
Indugiare a fondo sulla selvaggina alata, o su animali dell'ordine dei roditori che non siano la lepre (scoiattoli, ghiri, topi, istrici, ecc.).
Insistenza eccessiva (caparbia) sulla passala notturna di animali dell'ordine dei canidi, de­gli ungulati o del coniglio selvatico.
Passare dalla traccia della lepre inseguita a pa­stura di altra lepre o quella di altri animali;
Soggetti non in mano al conduttore o quando questi dimostri impotenza a guidarli.
La squalifica di uno o più soggetti componen­ti la muta, non comporta necessariamente la squalifica della stessa sempre che non venga meno il numero di 4 soggetti, ma, nel punteg­gio, i soggetti squalificati verranno indicati con coefficiente zero, pur partecipando alla di­visione dei punti assegnati ai compagni, di modo che il loro comportamento si ripercuo­terà negativamente sulla qualifica e sulla clas­sica della muta.
 
F) ASSEGNAZIONE DELLE QUALIFICHE
I ) Al cane che avrà ottenuto un minimo di 160 punii verrà rilasciata la qualifica di ECCEL­LENTE. Al cane che avrà ottenuto un minimo di 150 punti verrà rilasciala la qualifica di MOLTO BUONO.
Al cane che avrà ottenuto un minimo di 130 punti verrà rilasciata la qualifica di BUONO. Al cane che avrà totalizzato un minimo di 120 punti verrà rilasciata la qualifica di ABBA­STANZA BUONO.
Al cane che avrà totalizzato un minimo di 110 pumi verrà assegnata la qualifica si SUFFI­CIENTE.
2) II punteggio di una muta sarà costituito dal­la differenza tra il totale dei punti di merito con quello dei punti di demerito dei singoli ca­ni che la compongono. La media di ciascun componente si otterrà di­videndo il punteggio conseguito dalla muta per il numero dei suo componenti. Altrettanto dicasi per la coppia.
Alle coppie o alle mute i cui componenti ab­biano ottenuto una media superiore a 150 pun­ti verrà rilasciata la qualifica di ECCELLEN­TE.
A quelle con più di 130 punti verrà assegnata la qualifica di MOLTO BUONO. Alle altre con più di 120 punti di media verrà attribuita la qualifica di BUONO. Con 110 punti ABBASTANZA BUONO e con 100 punti SUFFICIENTE. Per quanto non è precisato nel presente capi­tolo si fa riferimento alle norme sancite dal re­golamento speciale dell'Enei, in quanto appli­cabili per le prove riconosciute. AI cane che avrà ottenuto almeno 180 punti potrà essere assegnato il CAC. La concessione del C.Q.N. è il riconoscimen­to al cane, per le manifeste sue doti naturali (trasmissibili), che commette errori nel lavo­ro: mancanza di collegamento, disubbidienza. Riconoscendo nel segugio la specialità, il C.Q.N. sarà concesso attenendosi e valutando tale principio alla condizione che il soggetto abbia validamente contributo e collaborato al­le quattro fasi indissolubili della cacciata. A parità di valutazione il giudice darà la pre­cedenza alla coppia o alla muta composta dai soggetti della medesima razza. Nelle prove i concorrenti devono essere sud divisi in batterie.
Ciascuna batteria non potrà superare i 6 turni per le mute ed i 7 per le coppie (in casi ecce­zionali si potrà superare tale limiti, previo be­nestare del Giudice).
Il CAC sarà assegnabile in ciascuna batteria. Tutti i soggetti partecipanti alle prove, a par­tire dal 1/1/1991, dovranno essere marchiati e la sigla riportata sul libretto delle qualifiche. Lo stesso dovrà essere presentato al giudice prima del turno per il controllo. Ogni soggetto deve essere munito di un colla­re o nastro a tinte forti e diverse l'una dall'al­tra al fine di migliorare la visibilità anche ad una certa distanza.
Ogni concorrente non può presentare più di tre coppie o tre mute in ogni batteria. Nell'eventualità che le coppie o le mute i-scritte siano più di tre, verranno inserite in più batterie. In questo caso il concorrente dovrà essere in grado di presentare la coppia e la mu­la al turno assegnatogli, previa esclusione dal­la prova.
CINGHIALE NORME GENERALI
1) Le prove possono aver luogo in qualsiasi stagione dell'anno, a condizione che il terreno non sia, tutto o in parte, coperto di neve.
2) Le zone protette da cìnte, saranno ritenute valide alla sola condizione che, insieme ad un numero equilibrato di cinghiali, sia garantita la presenza di altri mammiferi dell'ordine degli ungulati, dei roditori o dei carnivori. Per le prove dotate di Cac. l'estensione non può essere inferiore a 100 ettari. In ogni zona recintata non potrà essere giudicata più di una muta al giorno.
3) Possono concorrere alle prove segugi ita­liani od esteri iscritti ai libri genealogici. Po­tranno tuttavia essere ammessi, e vi partecipe­ranno sub condizione, anche cani con in cor­so l'iscrizione al LIR.
4)La prova di qualificazione dei segugi di cin­ghiale è riservata alla sola classe di muta. È considerata muta l'associazione non inferiore al numero di sei soggetti, senza alcun'altra li­mitazione quantitativa. È in facoltà degli or ganizzatori, in rapporto alla vastità e alla na­tura del terreno disponibile, di limitare il nu­mero dei soggetti componenti la muta: tale li­mitazione non potrà tuttavia essere inferiore al numero di dodici segugi.
5) Salvo diversa indicazione del programma è ammessa l'associazione di più proprietari per la formazione di una muta. Gli stessi cani però non potranno figurare che in una sola muta.
6) Le mute potranno essere condotte anche da due canettieri, un eventuale terzo dovrà rima­nere a disposizione del giudice.
7) I canettieri potranno assistere i cani e spro­narli sia nella cerca come nella seguita, ma non saranno consentiti urli o schiamazzi su­perflui. È assolutamente vietato ai conduttori durante lo svolgimento della prova, di do­mandare o di ricevere qualsiasi informazione da estranei. Chi lo facesse sarebbe immediata­mente escluso dalla prova insieme alla propria muta, e potrebbe essere deferito all'Enci per ulteriori e più gravi sanzioni.
8) Ogni proprietario è responsabile di even­tuali danni causati o subiti dai soggetti da lui
presentati.
9) Le qualifiche conseguite dai soggetti sono valide a tutti gli effetti previsti dal regolamen­to dall'Ente Nazionale della Cinofilia Italiana(Enci).
10)Per ogni giornata di prova con Cac ogni giudice non dovrà avere più di quattro mute.
Tutti i soggetti partecipanti alle prove, a par­
tire dal 1/1/1991, dovranno essere marchiati e la sigla riportata sul libretto delle qualifiche.
Lo stesso dovrà essere presentato al giudice prima del turno per il controllo. Ogni concorrente non può presentare più di tre mule in ogni batteria. Nell'eventualità che le mule iscritte siano più di tre, verranno inseri-le in più batterie. In questo caso il concorren­te dovrà essere in grado di presentare la muta al turno assegnatogli, previa esclusione della prova.
 
SCOPO DELLE PROVE
 
CRITERI DI GIUDIZIO PUNTI DI MERITO
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